The Flash: recensione dell’episodio 1×18 All Star Team Up [spoiler]

I segreti di Central City ed il loro peso portano pesanti conseguenze per tutti i personaggi dello show

Alzi la mano chi pensa che, a questo punto della storia,il fatto che Iris sia l’unica a non sapere del segreto di Barry stia nuocendo al suo personaggio.
Apparentemente l’unica ragione per cui Joe si incaponisce a non voler dire alla figlia la verità, perché è lui il vero ostacolo che la separa dal segreto che anche Eddie è ormai obbligato a mantenere, è che sapere potrebbe metterla in pericolo, ma anche in questo universo, come in tutti quelli dominati da un eroe mascherato, i protagonisti sembrano ignorare il fatto che solo perché un personaggio non conosce la verità, non significa che sia meno in pericolo, Iris infatti, essendo legata a doppio filo con tanti dei personaggi che rischiano giornalmente la vita aiutando The Flash nelle sue imprese (per non parlare di Barry stesso), vive comunque con una spada di Damocle sulla testa, con la sola differenza che è l’unica a non saperlo. Che questo sia un nodo gordiano per lo show, però, lo si comprende in questo episodio in cui più o meno tutti i quanti sono messi nelle condizioni di affrontare il peso dei segreti che, volenti o nolenti, devono mantenere.

Barry, Joe, e Eddie stanno mentendo a Iris; Barry mente a Cisco e Caitlin e Wells: mente a tutti, un’incredibilmente intricata situazione in cui Felicity e Ray – ospiti inattesi – vengono a trovarsi.
I due giovani si ritrovano infatti a Centrale City per risolvere, grazie agli S.T.A.R. Lab, alcuni problemi con la tuta di ATOM costruita da Ray ma, come molto presto Felicity intuirà, si ritrovano invischiati in una situazione molto complessa che, proprio la giovane, aiuterà in parte a risolvere. Barry appare infatti immediatamente teso agli occhi dell’amica che non esita ad indagare su quali siano le motivazioni del suo nervosismo e del fatto che il giovane sembri non accogliere i due ospiti con l’entusiasmo che forse la ragazza si sarebbe attesa.
Il peso dell’immenso segreto che Barry, dietro consiglio di Joe, è invitato a tenere con Cisco e Caitlin lo sta letteralmente rodendo dentro. Per quanto mi piaccia il personaggio, in questa particolare circostanza, trovo il comportamento di Joe non del tutto comprensibile, l’uomo fa un un mestiere nel quale si è portati, per natura, a conoscere l’importanza della fiducia che si pone nei confronti del proprio partner, tanto che non ha esitato a coinvolgere Eddie rivelandogli, con il beneplacito di Barry,  la sua identità segreta, ma questo concetto sembra andare in frantumi quando è il turno di Barry di mostrare altrettanta fiducia nei confronti delle persone con cui lavora. Pur essendo vero che Cisco e Caitlin hanno con il dottor Wells un rapporto personale completamente diverso da quello di Eddie – i due infatti non solo lavorano per lui, ma lo venerano come un esempio da seguire – hanno diritto di sapere e Joe, nel consigliare a Barry di non rivelare ai suoi amici i propri sospetti, non sembra rendersi minimamente conto della difficile posizione in cui mette il ragazzo, sia verso le persone a cui affida la propria vita ogni giorno nei panni di The Flash, sia verso Iris.
Il peso di questa situazione è tanto più evidente quando il ragazzo viene colto, nel mezzo di quella che avrebbe dovuto essere una piacevole cena, da un attacco di panico in piena regola che, finalmente, lo porta a confidarsi con Felicity.
Sebbene nel mondo di Arrow il problema della segretezza dell’identità di Oliver sia stato bypassato da tempo, a Starling City giusto i sassi non conoscono la vera identità di Arrow, non significa che Felicity non sia la persona giusta per consigliare Barry. Perché la ragazza sa cosa significhi avere fiducia nei propri compagni e quanto importante sia seguire il proprio istinto. Felicity infatti racconta a Barry di tutte le assurde bugie che Oliver le raccontava per ottenere il suo aiuto, prima di conoscere la sua vera identità, ma gli rivela anche che, pur sapendo che erano menzogne, aveva già dall’inizio deciso di aiutarlo, perché sentiva che Oliver era una persona di buon cuore. La fiducia reciproca, per persone coinvolte nel loro genere di “lavoro” è qualcosa di fondamentale, alla quale Barry non può e non deve rinunciare. Il consiglio, insieme al gesto di Cisco, che mette a repentaglio la propria vita per salvare Ray, porterà finalmente Barry a dire la verità ai suoi amici, il che condurrà ad uno strano aspetto dell’episodio.

Quando Barry rivela a Cisco e Caitlin i suoi sospetti su Wells, mentre la seconda non riesce a credere a quanto rivelatogli e accoglie le sue parole con comprensibile sorpresa, Cisco rivela a Joe e Barry di avere fatto quelli che credeva essere dei sogni, in cui Wells, nei panni dell’Anti-Flash, lo uccideva. Ammetto di aver accolto con sorpresa la dichiarazione di Cisco, perché, nel momento in cui Flash, ha portato indietro il tempo nell’episodio incriminato, l’evento per Cisco non avrebbe dovuto avere luogo, come può quindi ricordare? In che misura questi “viaggi nel tempo” descritti dalla serie sono quindi tali e possono influire sul futuro se poi, chi li sperimenta, ricorda il passato? E soprattutto, perché se Cisco ricorda cosa gli sia accaduto, Iris non lo fa? La risposta più sensata potrebbe essere che, la natura traumatica di quanto succede a Cisco, a differenza degli eventi che hanno coinvolto Iris, lo hanno forse portato a ricordare, ma non mi lascia molto soddisfatta, perché continuo a pensare che se davvero è possibile per lui ricordare, dovrebbero farlo tutti, il che però annullerebbe il senso del viaggio del tempo in sé.
Sono curiosa di vedere se spiegheranno questo particolare nella serie o se sarà dimenticato mettendolo a servizio di un più ampio piano.

Parliamo infine degli ospiti dell’episodio e della cattiva di puntata: Brie. Felicity e Rey Palmer sono un po’ un’eccezione nel panorama della CW. In un mondo in cui gli amori sembrano non essere tali se non sono tormentati, questi due piccioncini vivono la loro relazione con una spensieratezza che appare a volte stucchevole. Sono dolci, stanno bene insieme, ma sono innamorati?
Che qualcosa scricchioli nel subconscio di Felicity lo sappiamo da quando non è stata, di fatto, in grado di ricambiare la dichiarazione d’amore di Rey, è quindi difficile bersi questa sorta di idilliaca isola felice in cui questi due sembrano vivere. E poi c’è Rey, il “Barry nel corpo di Oliver,” così come lo definisce Felicity con Caitlin, il perfetto e sorridente Ray.
Non dico che tutti i personaggi debbano essere meditabondi ed introversi come Oliver per essere interessanti, Barry, per esempio, è il perfetto esempio di un personaggio solare e caratterialmente aperto, che non manca tuttavia di profondità. Con Ray invece è decisamente più complesso empatizzare, perché questo suo atteggiamento costantemente giulivo finisce a volte per essere sopra le righe e per farlo apparire superficiale, ecco perché, di conseguenza, la coppia Ray Palmer e Felicity Smoak non mi ha mai particolarmente disturbata, né coinvolta, perché non l’ho mai sentita vera.
Nello stesso modo anche Brie, quella che avrebbe dovuto essere la nemesi di Felicity (se gli autori decideranno mai di ridarne una alla ragazza, mi auguro che accada nella sua serie!) finisce un po’ nel dimenticatoio e la “connessione” tra lei e Felicity viene resa nota solo da una frase buttata lì dalla stessa Felicity, mentre ingaggia una sorta di duello via computer con Brie, piuttosto che per un vero senso di suspense ed eccitamento dato dagli eventi, ma è anche plausibile che – in un episodio così carico di accadimenti – il cattivo di puntata non potesse rubare troppo la scena, perché i fan avrebbero già avuto davvero molto, molto di cui parlare.