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21 Nov

Game of Thrones 4: il lato oscuro di Tyrion Lannister

Teresa Soldani
giugno 16, 2014

Con grande dispiacere di tutti gli amanti della serie, anche questi dieci episodi della quarta stagione di Game of Thrones sembrano essere volati in un attimo, lasciandoci nella penosa attesa delle prossime puntate. La serie, fortunatamente, l’8 aprile di quest’anno è stata rinnovata per altre due stagioni, promuovendo a presenze regolari a partire dal 2015 anche gli attori Nathalie Emmanuel (Missandei) e Michiel Huisman (Daario Naharis).

Ma, invece di dare uno sguardo al futuro, occupiamoci di ciò che è successo nel finale di stagione e della piega oscura e pericolosa presa da uno dei personaggi più amati della serie, Tyrion Lannister, il quale – liberato dal fratello Jaime Lannister per evitargli la pena capitale per un delitto che non ha commesso – si dà alla fuga dopo aver ucciso il padre Tywin e la donna che amava, che aveva testimoniato contro di lui in tribunale e che, scoprirà, lo aveva tradito con il suo stesso padre.

Grazie ad un’intervista pubblicata da Entertainment Weekley, a fare un’analisi dello stato d’animo di questo enigmatico e bellissimo personaggio, sarà proprio George R.R. Martin, il deus ex machina del Trono di Spade.

GOT-TYRION

Quindi, quando Tyrion  va ad affrontare suo padre cosa sta pensando di fare? Avere una conversazione con lui?
George R.R. Martin:
non penso che in quel momento stia pensando affatto. Ha perso tutto. Verrà portato da qualche parte in salvo, ma cosa diavolo farà poi? Ha perso la sua posizione nella Casata dei Lannister, ha perso la sua posizione a corte, ha perso tutto il suo oro – che è un po’ quello che lo ha sostenuto durante tutta la sua vita. Qualsiasi siano stati gli svantaggi subiti per essere un nano, non ha mai avuto le abilità fisiche per diventare un cavaliere, ha avuto il grande vantaggio di un nome antico e potente e del denaro per comprare ciò che voleva, inclusi alleati come Bronn ed altre persone che potessero difenderlo. Adesso ha perso tutto ed ha anche scoperto che Jamie  – l’unico legame di sangue che ha amato incondizionatamente e che è sempre stato dalla sua parte – ha giocato un ruolo in questo traumatico evento della sua vita, il tradimento definitivo. E’ così ferito che vuole ferire altre persone e in un guizzo riconosce la scala in cima alla quale c’è quella che una volta era stata la sua stanza che adesso suo padre gli ha usurpato. Quindi sale per vedere suo padre. E non credo che sappia cosa gli dirà o cosa farà quando sarà lì, ma una parte di lui si sente obbligato a farlo. E naturalmente trova Shae, il che è uno shock ulteriore per lui, un altro coltello nello stomaco. 

Ricorso che una delle sensazioni che ho avuto quando ho letto quello che succede dopo è di essere scombussolato per il fatto che Tyrrion sia stato accusato ingiustamente e che poi lui commetta quegli omicidi. C’è una sorta di rimpianto, perché vogliamo che tutti abbiano modo di conoscerlo davvero e di apprezzarlo come lo apprezziamo noi, ma non accadrà mai dopo le sue azioni di quella notte.
Penso che a volte le persone vengano semplicemente spinte troppo oltre ed a volte si spezzano. E penso che Tyrion abbia raggiunto quel punto. Ha affrontato più volte la morte e, per come la vede lui, è stato tradito da tutte le persone di cui ha provato a prendersi cura, di cui ha provato a guadagnarsi l’approvazione. Ha provato a guadagnarsi l’approvazione del padre per tutta la vita. E nonostante i suoi timori si innamora di Shae, le concede il proprio cuore. Arriva semplicemente ad un punto in cui non ce la fa più. Penso che le due azioni siano molto diverse sebbene accadano nell’arco di pochissimo tempo l’una dall’altra. E’ furioso con Lord Tywin perché ha scoperto la verità sulla sua prima moglie e su ciò che le è accaduto e Tywin continua a chiamarla puttana – il che è consistente con la logica di Lord Tywin.  Lord Tywin è convnto che, siccome lui non ama Tyrion, nessuno possa amare Tyrion. Quindi chiaramente deve trattarsi di una prostituta di bassa lega che ha solo provato a portarsi a letto il nano perché era un Lannister, così da poter diventare una signora ed avere denaro e vivere in un castello e tutto. Quindi in pratica l’equivalente di una puttana – se l’è scopato solo per lo status e sta cercando di assegnare a Tyrion una lezione a riguardo. E quindi continua ad usare la parola “puttana” che è come spargere sale sulla sua ferita e Tyrion gli dice di non farlo, di non ripetere ancora quella parola. E lui la ripete ed in quel momento il dito di Tyrion tira il grilletto.

Un’importante cosa che gli è stata instillata sin da giovane, – perché fa naturalmente parte della filosofia di Lord Tywin – è che non si fanno minacce a vuoto. Minacci qualcuno e poi questo ti sfida e tu non fai valere la tua minaccia, allora chi ti crederà? Le tue minacce devono avere un peso. E questa cosa è stata instillata in Tyrion per tutta la vita. Quindi suo padre dice quelle parole, il suo dito preme la balestra, la decisione è presa nell’arco di un secondo e tutto è compiuto. E la cosa lo perseguiterà.  Tywin era suo padre e questa cosa lo perseguiterà, probabilmente per il resto della vita.

Con Shae è una cosa più intenzionale ed in un certo senso crudele. Non è l’azione di un secondo, perché la sta strangolando e lei sta lottando per liberarsi. Avrebbe potuto lasciarla andare in qualsiasi momento. Ma la sua rabbia ed il senso di tradimento sono così forti che non si ferma fino a che non è finita e questa è probabilmente l’azione più oscura che abbia mai compiuto. E’ il più grosso crimine della sua anima insieme a ciò che ha fatto con la sua prima moglie, abbandonandola dopo la piccola dimostrazione che Lord Tywin ha organizzato. Ora, secondo lo standard dei Westeros questa cosa non è affatto un crimine – “così un lord ha ucciso una puttana, capirai.” Non verrà certo punito per questo più di qualsiasi altro lord o cavaliere che possa aver trattato con disprezzo una qualsiasi donna di umili origini e prostituta e fanciulla a servizio in una taverna e l’abbia usata per poi abbandonarla. Non è nulla per la società, ma sarà qualcosa che lo perseguiterà comunque, mentre l’atto di aver ucciso suo padre è qualcosa che avrà enormi conseguenze inimmaginabili, perché nessuno è maledetto quanto un uccisore di re.

Già e c’è anche la sorpresa dell’ipocrisia di Tywin quando la trova nel suo letto. Tywin sapeva che lei era una prostituta [nel libro non è chiaro]? o semplicemente non gli importava?
Oh, credo che Tywin conoscesse Shae. Penso che avesse capito che lei era la stessa donna che seguiva l’accampamento della quale aveva espressamente detto “non porterai quella puttana a corte” e che Tyrion lo aveva sfidato ancora e che l’aveva portata a corte. Per quanto concerne come le cose siano andate precisamente non voglio parlarne, perché ci sono ancora degli aspetti che non sono stati rivelati e che lo saranno più avanti nei libri. Ma il ruolo di Varys  è qualcosa che va preso in considerazione.

Vale anche la pena considerare che Shae  è uno dei personaggi che è cambiato di più tra libri e versione televisiva, penso che [gli showrunner David Benioff e Dan Weiss] abbiano scritto Shae  in maniera molto diversa, come un simbolo per Sibel Kekilli – la fantastica ragazza che l’ha interpretata. Shae è molto più sincera nel suo affetto per Tyrion. Questa cosa è quasi contraddittoria, ma con la Shae della serie TV puoi capire davvero che lei prova qualcosa per Tyrion – lo mette alla prova, lo sfida. La Shae nei libri è una prostituta manipolatrice a cui non frega nulla di  Tyrion, più di quanto non le importi di qualsiasi altro, ma è molto compiacente, come una piccola gattina che nutre tutte le sue fantasie; è veramente lì solo per il denaro e lo status. Sono lo stesso personaggio, ma sono anche molto diverse e penso che questo porterà ad un effetto molto diverso nello show rispetto ai libri.

E’ stato difficile da autore uccidere due dei personaggi cattivi principali,  Joffrey e Tywin, nel terzo libro?
Non so mai come rispondere a queste domande. Il processo di scrittura nasce da una diversa parte del mio cervello rispetto al ragionamento razionale. Non so se credo in questa cosa dell’emisfero sinistro e dell’emisfero destro, ma non mi siedo e prendo decisioni come “Sì, devo prendere una decisione qui, ho bisogno di qualcosa lì.” Studio i personaggi in azione, studio la storia in azione loro mi portano in alcuni posti. Certamente a volte mi portano verso una morte e allora penso “questa cosa funzionerà, mi ci vedo lì, devo tornare indietro e cambiare questa cosa.” Ma a volte mi conducono in luoghi molto potenti.

Cosa ne pensate delle parole di Martin? E soprattutto, vi è piaciuto il finale di stagione di Game of Thrones?

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