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10 Dec

Gotham: recensione dell’episodio 4×01 Pax Penguina [spoiler]

Teresa Soldani
22 settembre 2017
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La quarta stagione di Gotham ha debuttato negli Stati Uniti, ieri sera, sul canale Fox in maniera piuttosto intrigante per uno show che ha sicuramente il merito di essere stato in grado di evolversi e cambiare negli anni puntando probabilmente all’argomento che al pubblico preme più di ogni altro e cioè la trasformazione di Bruce Wayne (David Mazouz) in Batman, proprio come ci aveva anticipato il finale della terza stagione nella quale avevamo visto Bruce salvare una famiglia da una rapina, rievocando in un certo senso il crimine di cui lui stesso era stato vittima da piccolo e nel quale aveva perso i propri genitori.

Immagini ©2017 Fox Broadcasting Co. Cr: TOMMY GARCIA / FOX

Pax Penguina riprende proprio nello stesso modo, con Bruce che interviene per impedire un crimine, ma questa volta c’è una differenza perché il già piuttosto eccentrico miliardario è osservato nell’ombra da Ra’s al Ghul (Alexander Siddig), ma soprattutto il criminale che il futuro Batman affronta difende le sue azioni asserendo di avere una patente che gli permette di commettere il crimine in questione e che, per questa ragione, dovrebbe essere lasciato libero di farlo.

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Dietro questo strano documento e questa inusuale affermazione altri non si cela che Penguin (Robin Lord Taylor) il quale, dopo il fallito tentativo di darsi alla politica e diventare un personaggio rispettabile continua ad avere un’influenza nefasta sulla città. Gotham, in questo episodio più che mai, è infatti la vera protagonista della première, nei panni di una città che tenta faticosamente di risorgere dalle proprie ceneri grazie al curioso accordo che lo stesso Penguin stringe con il sindaco ed il capo della polizia, riuscendo ad abbattere la percentuale dei crimini e rendendo di fatto legale commetterli solo alle persone che posseggono questa famigerata patente da lui emessa. Lo scopo di Penguin, ovviamente, è quello di tenere sotto scacco la città e le sue autorità che si ritrovano alla mercé del geniale criminale il quale non è effettivamente riuscito a rendere oggettivamente più sicura Gotham, ma è anche diventato il leader incontrastato dei movimenti criminali clandestini che l’avevano resa invivibile. Ma la vera soddisfazione, quella a cui Penguin non vuole assolutamente rinunciare, è quella di ridicolizzare Jim Gordon (Ben McKenzie) e tutta la polizia di Gotham per aver fallito dove lui, un criminale, ha invece saputo trionfare.

I burocrati/politici della città, ovviamente, essendo quelli che sono, tengono solo a mantenere l’attuale status quo per evitare di essere additati come coloro che hanno lasciato ancora una volta che il crimine prendesse il sopravvento, ma per farlo sono costretti a scendere a patti con un personaggio della peggior specie, creando così una dinamica davvero interessante tra loro, Penguin, Gordon e Bruce che, hai fini di questa stagione, promette già di essere piuttosto intrigante o, quanto meno, diversa da quella che abbiamo visto fino ad ora.

Una menzione d’onore va sicuramente fatta per il Victor Zsasz di Anthony Carrigan, il nuovo braccio destro di Penguin, che si inserisce alla perfezione tra gli eccentrici protagonisti della serie con il suo atteggiamento a metà tra il buffo ed il minaccioso che sicuramente finisce per risultare molto più intrigante di quello di Jonathan Crane, alias lo Spaventapasseri (Charlie Tahan) che – temiamo – possa finire presto nel dimenticatoio e nella lista dei tanti criminali della città che abbiamo già visto andare e venire nelle precedenti tre stagioni, seguendo un ricorrente pattern tra umanità e follia.

Un altro personaggio al quale ci auguriamo questa nuova stagione dia finalmente una direzione ben definita è la Selina Kyle di Camren Bicondova che, nonostante abbia sempre avuto degli aspetti interessanti, come la sua sostanziale incapacità di scegliere tra il bene (rappresentato da Bruce) ed il male (rappresentato da una vita nomade e criminale che l’ha sempre chiamata a sé), non è mai riuscita a trovare una direzione precisa, come se gli autori abbiano sempre curiosamente finito per dimenticarsi di lei. In questo inizio di stagione Selina ha trovato in Tabitha (Jessica Lucas) una nuova mentore, che ovviamente Bruce non approva, e che speriamo la metta sulla strada giusta per scegliere definitivamente la propria via, qualunque essa sia, e che le dia soprattutto una maggiore presenza narrativa. Ovviamente, parlando di Selina, non si può non tornare ad affrontare il discorso Bruce che continua ad essere un adolescente ribelle – ma non troppo – che discute ogni decisione di Alfred (Sean Pertwee), si allena a non fa che parlare del suo vero scopo nella vita.

Alcuni sono molto critici nei confronti di Gotham per come ha approcciato un personaggio tanto importante nell’immaginario collettivo degli amanti dei fumetti, da parte nostra – invece – non ci sentiamo di essere altrettanto severi. Sebbene riteniamo sia impossibile rispondere alle alte aspettative del pubblico, soprattutto quando si scrive un personaggio così iconico, gli autori hanno, a nostro avviso, avuto la capacità di giostrare bene l’aspetto del Bruce ragazzo, con tutti i problemi a cui un adolescente che cresce e matura può andare incontro, con la necessità di fare di lui l’uomo che, in futuro, adempirà al proprio destino, noto a noi tutti.

La quarta stagione di Gotham proseguirà negli Stati Uniti tutti i giovedì su Fox.

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