Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 12×01 “Sledgehammer” [spoiler]

La vita senza Derek Shepherd sembra scorrere serena allo Sloan Memorial.

La domanda che probabilmente tutti si stavano ponendo prima dell’inizio della dodicesima stagione di Grey’s Anatomy nei lunghi mesi di pausa estiva era: come se la cava Meredith post Derek Shepherd?
E la risposta è, sorprendentemente, non poi così male, nell’episodio Sledgehammer infatti, la donna, che era già tornata a vivere nella sua vecchia casa che condivide con  Maggie e Amelia, sembra aver trovato una certa serenità, nonostante i rapporti piuttosto burrascosi con la sua focosa sorella acquisita Amelia. La domanda che sorge spontanea è se questo ai fan farà piacere o meno: il pubblico avrà ancora bisogno di tempo per venire a patti con la scomparsa di Derek o sarà piuttosto contento di non avere a che fare con un’inconsolabile vedova, ma piuttosto una donna decisa a reagire e riprendersi la propria vita?
Come la stessa Shonda aveva promesso, la stagione sicuramente riprende con un tono più leggero e l’effetto è, in verità, piuttosto strano. Grey’s Anatomy ci ha abituato a grandi drammi ed inconsolabili lutti, questa atmosfera così leggera fa quindi uno strano effetto considerata la perdita che la protagonista ha subito, Meredith sembra tuttavia molto concentrata e dedita al suo lavoro di medico ed insegnante e non lascia trasparire in alcun modo il suo dolore ed è chiaro come, l’intento degli autori, sia quello di mostrare una donna che reagisce, piuttosto che qualcuno che subisce il dolore della sua perdita.

Tutto nella premiere di questa nuova stagione (o quasi tutto) sembra andare al proprio posto nel miglior modo possibile: nonostante Bailey si trovi, per esempio, di fronte una strenua oppositrice per il suo ruolo di capo del personale e, per un momento sembri arrendersi all’idea di non ottenere, ancora una volta quello che desidera, grazie all’intervento del marito convince non solo se stessa, ma anche tutti i responsabili dell’ospedale di poter ricoprire al meglio quel ruolo che le aspettava da molto, troppo tempo e finalmente ottiene il riconoscimento che merita.

Cally, Maggie e Karev fanno di tutto per aiutare una giovane paziente non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto a difendersi da una madre virago, più preoccupata di farla guarire dal suo essere omosessuale che ad amarla ed accettarla per ciò che è, finendo per ricevere – letteralmente – un pugno in faccia dalla pacifica Maggie ed il quasi benservito dal marito, che, grazie al cielo, prende le parti della figlia contro la propria moglie.

Tutto, come dicevo, sembra essere fin troppo sereno presso lo Sloan Memorial, se non fosse per April e Jackson. La ragazza è infatti di rientro da un ennesimo turno in zona di guerra e questa volta il marito non la aspetta più con lo stesso entusiasmo di una volta, la crisi tra i due è evidente e, nonostante le promesse che le cose sarebbero state più leggere in questa stagione, è con un certo disappunto che anche questa coppia sia palesemente sull’orlo della separazione, come praticamente quasi tutti gli amori nati in questo ospedale.

Un episodio godibile insomma, ma che lascia forse un po’ delusi, soprattutto dopo gli adrenalinici e scioccanti eventi del finale della scorsa stagione, ma ingranare dopo la perdita di un personaggio così importante non è certo cosa facile e probabilmente, nonostante i suoi 12 anni di vita, la serie ha bisogno di ancora un po’ di tempo per ritrovare la propria strada.