How to Get Away With Murder: lo showrunner Pete Nowalk parla del futuro della serie

Vittima dopo vittima, assassino dopo assassino, la trama di HTAWM si infittisce sempre di più e lo showrunner ci spiega come riesca a dipanarla.

In un momento in cui quasi tutti gli show ci lasciano per la pausa natalizia con cliffhanger di ogni genere, How to Get Away With Murder, Italia Le regole del delitto perfetto, inverte la tendenza e comincia a scoprire le sue carte per rivelare comunque nuovi misteri che ci accompagneranno nella corsa finale di questa seconda stagione a partire dal giorno 11 febbraio, quando la serie tornerà in onda negli Stati Uniti. THR ha parlato con lo showrunner Pete Nowalk per capire cosa ci aspetterà il prossimo anno e quale impatto avrà la rivelazione fatta nei minuti finali dell’episodio sui protagonisti di questo intricatissimo show.

Christophe è sempre stato il punto di arrivo per questo finale di metà stagione?
Niente affatto, è stata l’ultima cosa a cui abbiamo pensato. Abbiamo scritto una prima versione del copione in cui questa cosa non c’era affatto e poi ci siamo detti che dovevamo trovare un’idea diversa, ma che comunque rispettasse la formula dello show. Non ho mai pensato che avrei voluto raccontare i retroscena della storia tra Wes e Annalise così presto, ma ciò che ho imparato scrivendo uno show è di tirare fuori le cose il prima possibile e preoccuparsene dopo. E’ stato interessante guardare al passato, dato che normalmente tendiamo a guardare al futuro.

Quindi l’idea per la seconda metà della stagione è di fare dei tuffi nel passato piuttosto che nel futuro per rispondere alla domande su Christophe?
Sì, faremo decisamente dei flashback, abbiamo scritto solo due episodi che voi non avete visto, ma continueremo ad andare indietro nel tempo.

Che conseguenze avrà questa cosa nel rapporto tra Wes e Annalise?
Ovviamente lui ha sparato per uccidere; ha decisamente sparato spinto dalla rabbia e dall’emozione. E poi, all’improvviso, tutta la sua vita cambia per una sola parola che gli farà rivalutare tutto. Wess ha una fotografia ed una storia sul suo passato e ora Annalise sa quale sia il suo vero nome e cosa fosse successo e lui dovrà rivalutare tutta la sua vita.

E per Annalise nei confronti di Wes?
Lei aveva un po’ un desiderio di morte e quando è stato il momento lo ha rimpianto. Abbiamo letto delle ricerche sulle persone che hanno tentato il suicidio e che l’hanno immediatamente rimpianto. Pensare di desiderare qualcosa è diverso dal metterla in atto. Avrà molte cosa a cui pensare e molti sentimenti da affrontare. Ma cosa vuole da lui in fin dei conti? Sicuramente sarà molto arrabbiata.

E’ sempre stato previsto che Wes fosse colui che tirava il grilletto?
Non da subito. Non sappiamo molte cose quando cominciamo a scrivere. Sapevamo che Annalise sarebbe stata in quella casa in fin di vita. Poi abbiamo cominciato a fare teorie. Poi abbiamo pensato che lei si fosse sparata da sola o che avesse chiesto a qualcuno di spararle. L’idea mi ha messo in crisi per un po’ di tempo, ma gli autori mi hanno incoraggiato a proseguire in quella direzione. Ma non sapevamo chi avrebbe sparato. Per molto tempo. Molti di noi pensavano sarebbe stata Laurel (Karla Souza), ma solo quando è arrivato il momento di scrivere l’episodio abbiamo cominciato davvero a parlare del perché e come e poi abbiamo capito che doveva essere Wess e che Annalise avrebbe fatto in modo che succedesse.

Adesso anche Asher è un assassino. In che modo questa cosa cambia la dinamica con gli altri quattro?
Adesso fa decisamente parte del gruppo di assassini, specialmente ora che sa che hanno ucciso Sam (Tom Verica). Tra tutti è quello più fragile emotivamente e psicologicamente per affrontare questa situazione. Una cosa divertente quando torneremo è che saranno passate due settimane e vedremo come la dinamica sia cambiata e se qualcuno di loro sia riuscito ad uscirne.

I due fratelli continueranno ad avere un ruolo importante nel prosieguo?
Assolutamente sì. Non abbiamo ancora visto come è finita quella notte. E loro hanno un ruolo fondamentale, perché il folle piano di Annalise dipende da loro. Quando torneremo, molte domande avranno una risposta e per altre bisognerà attendere. Ma non troppo a lungo.

Philip (Jefferson White) è ancora coinvolto, ma sarà un personaggio importante o rimarrà nell’ombra?
Resta un bel problema, perché prima era nella casa e poi scompare. Quindi ha un ruolo importante. E’ sicuramente ancora un sospettato per l’omicidio dei genitori, perché il suo DNA era sulla scena del crimine e lui aveva tutti i motivi del mondo per ucciderli. Philip non scomparirà.

Anche Nate fa parte della cospirazione, che ruolo avrà?
E’ una bella domanda. Copre Annalise o li tradirà tutti? Avremo una risposta al nostro ritorno. Nate è un grosso mistero, perché non capiamo le sue motivazioni. E’ davvero dalla parte di Annalise? O sta interpretando un ruolo?

Bonnie, dopo la sua crisi, è tornata in piena forma nel finale. E’ di nuovo dalla parte di Annalise?
Bonnie e Annalise continueranno sempre a combattere i loro demoni, ma quando devono agire, sono sempre pronte a sostenersi. Questo è un altro dei benefici del poter fare dei flashback, perché possiamo rivelare altri particolari su di loro e capire perché hanno questo legame così forte.

Le cose sono smepre più folli; Asher è un assassino, Annalise implora che qualcuno le spari. Ci sarà un momento in cui tutti questi assassinii finiranno o continueremo a vedere mani che si sporcano di sangue?
E’ una domanda troppo filosofica. Io mi domando solo come si sentano i personaggi e loro si chiedono la stessa cosa. Bonnie dice “quando siamo diventate delle persone che necessitavano della tua protezione?” Le cose.. accadono, loro ora sono diventate persone da cui guardarsi, ora bisogna vedere fino a dove si spingeranno per rimanere fuori di prigione senza diventare malvagie.

Come autore, come fai a ottenere che il pubblico rimanga dalla parte di queste persone che fanno queste cose orribili?
Non lo so. Sono su questa giostra come tutti e so di poter fallire da un momento all’altro e la cosa mi spaventa. Non so se, guardando uno show, vogliamo davvero che i protagonisti abbiano successo e tifiamo per loro. Ma magari è così ed io mi sbaglio, ma non scrivo per ottenere questo effetto. Io seguo più una serie di eventi e cerco di capire come ogni personaggio possa reagire ed agire. Che al pubblico piacciano o meno non è una cosa decisa a tavolino.