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25 Nov

Il Roma Fiction Fest presenta How to get away with murder [spoiler]

Teresa Soldani
16 settembre 2014
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how to get away with murder

Se amate Grey’s Anatomy e Scandal e i prodotti di Shonda Rhimes, non potete esimervi dal guardare questo show, How to get away with murder.

Non aspettatevi di veder svelata in questa recensione la trama di questo complesso pilot, nonostante la premiere mondiale sia una ghiotta occasione, raccontarvene le ramificazioni vi farebbe perdere il gusto di scoprire, minuto dopo minuto ogni scandalo, ogni sordino segreto o sotterfugio, ogni palesata o misteriosa relazione ed ogni colpo di scena.
Perché è fuor di dubbio che nell’intricato mondo di Shondaland la parola “drama” non è sufficiente a descrivere tutti gli accadimenti che si svolgono nei 45 minuti di questo episodio. Non è un caso che la serata evento che vedrà lanciare How to get away with murder negli Stati Uniti insieme ai nuovi episodi di Grey’s Anatomy e Scandal, il prossimo 25 settembre, sia stata presentata con un hashtag che già impazza su Twitter, #TGIT – Thank God it’s Thursday! (Grazie a Dio è giovedì!).

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La trama di questo show che, diventerà la nuova ossessione di molti amanti del genere, è incredibilmente semplice nella sua complessità. La protagonista, la due volte vincitrice del premio Oscar Viola Davis interpreta la professoressa Annalise Keating, un rampante avvocato che insegna presso una prestigiosa università di Philadelphia ad un gruppo di agguerriti e rampanti studenti, non già le sottigliezze della giurisprudenza, bensì come vincere un processo in tribunale. L’unica regola della professoressa Keating, sembra essere quella di non avere regole. Nulla è moralmente eccepibile quando c’è in gioco la difesa del proprio cliente.

Se quindi conoscete lo stile di questa incredibile produttrice che sembra aver perfettamente colto le esigenze di una parte del pubblico televisivo, preparatevi a non essere delusi, perché How to get away with murder vi darà esattamente quello che vi aspettavate e forse qualche colpo di scena in più e sebbene questa sorta di prevedibilità dei prodotti della Rhimes decreterà sicuramente il successo di questo show, potrebbe in parte essere anche il suo peggior difetto, perché nonostante tutte le sorprese e gli eventi inaspettati, la serie è esattamente come vi aspettate che debba essere.

Ma c’è anche un altro aspetto dello show sul quale vale la pena soffermarsi e riguarda, in un certo senso, il pessimismo di cui sembrano essere velati molti prodotti di casa Shondaland. How to get away with murder, come Scandal, descrive una società corrotta, in cui essere personaggi forti e di potere porta con sé un fardello veramente pesante con cui fare i conti. La moralità, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il bene ed il male, diventano idee astratte che sembrano perdersi nella notte quando confrontate con le esigenze dei protagonisti.

Tutto è lecito quando bisogna raggiungere un preciso scopo, il che – in contrasto con toni divertenti e soap-operistici delle produzioni della Rhimes – dà un’immagine piuttosto cinica e disincantata della nostra società della quale, sembra suggerire la morale della favola, c’è ben poco da salvare.

C’è una scena particolare che farà riflettere lo spettatore proprio su questo punto, quando la professoressa Keating affronta un suo allievo e si lascia andare ad un inaspettato pianto. L’iniziale sensazione è quella che l’intento sia solo ed esclusivamente manipolativo e, di fatto, le sue lacrime serviranno a piegare al suo volere il ragazzo che ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, ma – una volta ottenuto il suo scopo – rimasta sola, si guarda allo specchio e per un attimo e la sua maschera sembra cadere. E la donna forte, decisa, senza compromessi appare chiedersi, per un fugace momento, se questa è la persona che davvero vuole essere. Con un gesto però si asciuga le lacrime, quasi a volersi rimproverare quel momento di debolezza. Questa fugace consapevolezza, va quindi interpretata come un segno di speranza?

C’è ancora qualche valore in questa granitica donna, disposta a fare di tutto per la carriera?
Come spesso mi capita di scrivere, non è possibile giudicare uno show dal suo pilot e, sebbene lo stile di Shonda sia noto ai più, la speranza è che questo sia un aspetto dello show che venga analizzato con particolare cura, perché, anche nella sua fugacità, è uno dei suoi aspetti più interessanti.

How to get away with murder andrà in onda in Italia su Fox a novembre.

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