John Francis Daley: da Bones a “Come ti rovino le vacanze” e “Spiderman”

La coppia d'oro di Hollywood John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein, si aggiudica un importante lavoro con la Marvel e firmerà il copione di Spiderman

John Francis Daley non è un volto sconosciuto agli amanti di serie TV, il ragazzo prodigio ha cominciato la sua carriera da giovanissimo recitando in diverse serie televisive negli anni 2000, per poi approdare nel ruolo del dottor Lance Sweets a fianco di David Boreanaz ed Emily Deschanel nello show Bones, dal quale è uscito, piuttosto tragicamente, a detta dei fan, l’anno scorso per dare seguito alla sua carriera di autore, brillantemente cominciata nel 2011 con “Come ammazzare il capo… e vivere felici,” proseguita con la regia di “Come ti rovino le vacanze,” scritto con Jonathan M. Goldstein e in uscita in questi giorni negli Stati Uniti, insieme al quale è stato scelto per firmare la nuova sceneggiatura del prossimo film di Spiderman che sarà prodotto dalla Sony.

In una recente intervista con Deadline, i due autori hanno parlato del lavoro che gli aspetta per Spiderman e dell’ultima fatica con “Come ti rovino le vacanze.”

Il web è in subbuglio dopo la conferma che firmerete il copione del prossimo film di Spiderman, dopo che Deadline ha lanciato la notizia in esclusiva la gente quasi non ci credeva.
GOLDSTEIN: In realtà il giorno dopo il lancio abbiamo avuto un incontro con la stampa difficile, non eravamo autorizzati a parlare dell’accordo e ci sembrava quasi di essere dei politici. Dell’amministrazione Nixon.

La cosa più divertente è stata che ho lanciato l’esclusiva durante un concerto dei Foo Fighters al Citi Field.
DALEY: E’ stato Dave Grohl a dirtelo? E’ un grande fan di Spiderman.

Stavano cominciando le note di “There Goes My Hero” e io ho messo via il mio accendino per dare la notizia…è davvero un fan di Spiderman?
DALEY: Non ne ho idea.

Non è stato facile trovare regista, autori e attori per questo Spiderman. Da un po’ si vociferava che i vostri nomi fossero in lizza per la regia, che poi è andata a Jon Watts, e poi i vostri nomi sono tornati a galla come quelli dei prossimi autori, come sono andate le cose?
GOLDSTEIN: il nostro agente ci ha aiutato a prendere i primi contatti con la Marvel, mandandogli un copione che avevamo scritto e mostrandogli il nostro lavoro e facendogli sapere che volevamo passare dalle commedie ai film d’azione o commedie d’azione. Sicuramente ha aiutato il fatto che  Kevin Feige [il Presidente dei Marvel Studios] volesse qualcosa nello spirito di John Hughes per questo Spiderman e che noi avessimo appena scritto e diretto, con “Come ti rovino le vacanze,” un sequel del franchise da lui creato. Noi ci eravamo proposti sia come autori che registi, ma dopo che Jon Watts ha ottenuto il lavoro come regista, loro sono tornati da noi e ci hanno chiesto se eravamo interessati a scrivere il copione. La risposta è stata sì.

In “Come ti rovino le vacanze,” avete affrontato temi che c’erano nel soggetto originale di Hughes e Harold Ramis, che sono dei giganti del genere. In questo caso noi abbiamo visto due volte il racconto della storia di Peter Parker nei suoi anni formativi, ho sentito che nel nuovo film lo accompagneremo durante i suoi anni di scuola, che cosa vi attrae del soggetto?
DALEY: molti dettagli devono ancora essere decisi e a breve ci incontreremo con Jon Watts per parlarne. Decisamente siamo stati attratti dall’idea di approcciare la storia dal punto di vista di un ragazzo vero, un genietto del liceo che, solo perché ottiene dei super poteri, non vuole davvero diventare, o non diventa da subito, un super eroe.
GOLDSTEIN: è un lungo percorso. Non vuoi che già nel secondo atto lui sia diventato qualcuno capace di salvare il mondo. C’è l’opportunità di appagare un desiderio con quei pochi supereroi ai quali i poteri vengono dati come accade a Spiderman, ma poi lui deve imparare ad usarli in modo responsabile. Peter Parker è un geek, come noi, e uno dei pochi supereroi che legge davvero fumetti. Stan Lee ha detto di averlo scritto così, con l’appagamento di quel desiderio in mente, in un mondo in cui la maggior parte dei supereroi sono adulti affascinanti con dei super poteri. Noi qui invece parliamo di un ragazzino.

E’ un materiale iconico quello che avete per le mani, come lo era l’originale “Come ti rovino le vacanze,” considerato che i creatori erano Hughes e Ramis, che hanno creato il genere di film sul quale avete lavorato.
DALEY: erano incredibili. Fin dall’inizio abbiamo approcciato il lavoro dicendoci che non dovevamo riscrivere niente, che non avevamo intenzione di violare ciò che John e Harold avevano fatto, se non fare degli accenni a quelle origini e portarli nella nuova generazione. Una volta che abbiamo ottenuto quell’effetto, tutto è sembrato organico. E diciamolo, ci sono stati quattro diversi attori che hanno interpretato il ruolo di Rusty nella serie di film, quindi sceglierne un altro ci è sembrato fattibile.
GOLDSTEIN: abbiamo sentito il dovere, come autori e registi, di non fare nulla che potesse appannare la memoria del film originale. Fare degli accenni era la cosa giusta, ma non volevamo invadere il loro territorio. Quello a cui ci siamo davvero ispirati è stato il senso della famiglia che c’era e la nostalgia che ti coglie quando si ricordano quelle vacanze che si fanno da bambini, quelle che, quando le facevi, erano terribili, perché essere imprigionato in macchina con la propria famiglia tirava fuori il peggio di ognuno di noi. Al di là dell’aspetto sgangherato della situazione, quello di cui siamo stati più orgogliosi è stata quella delicatezza che abbiamo cercato di catturare le relazioni tra i membri della famiglia nel vivere una situazione tanto ridicola.

Avete riportato alla luce Chevy Chase e Beverly D’Angelo. Chevy è cresciuto con Hughes, Ramis. Cosa avete dovuto fare per guadagnarvi il suo rispetto?
DALEY: in realtà non ha accettato subito il ruolo fino a che non ha letto il copione e quando è venuto la prima volta ad Atlanta, ha detto che aveva dei cambiamenti da suggerire. I nostri cuori hanno perso un battito, ma erano cose che funzionavano per il suo personaggio. Clark Griswold è un iconico papà dei film e vederlo tornare nel suo elemento è stato importante per noi. Ha fatto capire agli spettatori che questo non era un qualche remake e abbiamo sentito che avere lui e Beverly nei ruoli dei nonni è stato come avere un sigillo di approvazione, una convalida al nostro copione.