La Dragonfly Events annulla la Green Heart Italian Convention a 10 giorni dall’evento

Lasciando centinaia di partecipanti completamente di stucco, quella che doveva essere la prima convention italiana dedicata ad Arrow viene improvvisamente cancellata

Eccoci di nuovo, un’altra buffonata “all’italiana,” l’organizzazione di un mastodontico evento, la Green Heart Italian Convention, a cui il nostro sito avrebbe dovuto partecipare come stampa e che avrebbe dovuto ospitare cinque dei protagonisti della seguitissima serie di Arrow è stato cancellato questa mattina, a soli 10 giorni dall’evento.

Vi lascio solo immaginare la furia dei tanti partecipanti, che hanno pagato pass ed extra, oltre ad hotel e mezzi di trasporto per raggiungere la location di Firenze, quando hanno scoperto che non solo non avrebbero potuto incontrare i loro beniamini Manu Bennett, Caity Lotz, David Ramsey, Colton Haynes e Paul Blackthorne, ma anche che gli organizzatori non hanno mai dato, fino a quando sono stati costretti dagli eventi, un annuncio ufficiale della cancellazione, lasciando i partecipanti paganti a scoprire da soli l’inghippo.
Le voci erano cominciate a circolare nella giornata di ieri, quando nella pagina Facebook “Partecipanti GreenHeart“, un post ne annunciava la cancellazione seminando il panico tra gli iscritti: contattato lo staff, al quale ho chiesto chiarimenti in merito, mi è stato risposto che erano consapevoli del post e che stavano rispondendo: da quel momento – a poco a poco – lungi dal vedere arrivare concrete risposte, tutti i membri dello staff si sono cancellati dal gruppo chiuso di Facebook. Stamani, dopo l’ennesimo messaggio in cui si chiedeva spiegazione circa la stato della Convention, ho personalmente chiamato la sede dell’evento, che avrebbe dovuto tenersi a Firenze, presso il Palazzo dei Congressi di Villa Vittoria, ricevendo la notizia che la Green Heart Italian Convention era stata cancellata quella mattina stessa.

Pochi minuti dopo, sull’ennesimo Gruppo Chiuso di Facebook dedicato alla Convention, compariva un messaggio della sedicente Presidentessa dell’Associazione Culturale Dragonfly Events – registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze, che annuncia:

Commento presidente

lasciando i più a dir poco perplessi quanto meno vero l’approccio usato e la mancanza di professionalità. I soldi in gioco sono davvero molti e la poca serietà con cui la cosa è stata gestita lascia ancora più interdetti.
Da quel momento, su Facebook, si scatena un vero e proprio putiferio, tra discussioni interne delle persone dello staff e partecipanti che minacciano di fare causa se non verranno rimborsati, ma le notizie concrete sono davvero poche.
Le uniche certezze sono che i termini e le condizioni sul sito della Dragonfly Events garantiscono che: “nel remoto caso che, per motivi di forza maggiore, indipendenti dalla volontà dell’Associazione stessa, si renda necessaria la cancellazione dell’evento, saranno rimborsati i valori nominali delle quote versate, detratte le spese della Dragonfly Events per le attività sostenute fino a quel momento,” il che significa – di fatto – che solo dopo che l’Associazione avrà pagato le penali per aver cancellato l’evento alla location e agli attori – se devono essere pagate, in seguito ad accordi di cui non ci è dato conoscere la natura – solo allora i partecipanti potranno essere rimborsati come per legge.
E’ lecito chiedersi quanti dei soldi incassati saranno rimasti però nelle casse dell’Associazione dopo che avranno posto rimedio a questo immenso pasticcio.

Per lo più, i pochi coraggiosi membri del decimato staff che sono rimasti ad affrontare la furia dei partecipanti, stanno cercando di porre rimedio ad una situazione alquanto difficile da risolvere, proponendo una possibile soluzione alterativa:

Commento vicepresidente

Considerato però come il rapporto di fiducia che si era instaurato tra i partecipanti e gli organizzatori, sia comprensibilmente venuto a mancare, la domanda è se  questo tentativo non sia più un danno che altro e se non sarebbe stato piuttosto auspicabile cercare di rimborsare quante più persone possibili, piuttosto che imbarcarsi in una nuova impossibile impresa. Sicuramente resta l’amarezza di constatare come, nonostante l’entusiasmo con cui questa iniziativa era probabilmente partita, questo gruppo di giovani organizzatori non abbia dimostrato né le capacità né la serietà per inserirsi in un mondo sicuramente molto complesso come quello dell’organizzazione di Convention.
Personalmente mi è capitato di partecipare a molti di questi eventi, per lo più all’estero, e sono consapevole di quanto difficile sia inserirsi in un mercato che si basa solo sulla fiducia, in cui il prodotto (l’incontro con il proprio beniamino) viene di fatto venduto basandosi solo sulla parola data e chiedendo ai partecipanti di sborsare cifre non indifferenti, a volte senza nemmeno sapere chi parteciperà all’evento stesso. In quelle occasioni mi è anche successo che l’attore di turno cancellasse la propria partecipazione, clausola che è infatti sempre inserita in tutte i termini e condizioni delle Con, ma quello che si è visto oggi con la Green Heart Italian Convention ha raggiunto un nuovo livello di mancanza di professionalità da parte di un gruppo di persone che ha evidentemente pensato di poter gestire un simile impegno senza avere né mezzi né competenze per farlo.

Una triste vicenda, per la quale attendiamo ancora un epilogo.