Legends of Tomorrow: il 2046 ed il triste futuro di Star City

Il sesto episodio di Legends of Tomorrow mostra un triste e desolante futuro per il Team Arrow, ma si chiude con una nota positiva

Legends of Tomorrow, l’ultima delle serie a largo contenuto di supereroi della scuderia The CW fa ancora fatica a decollare davvero e questo anche se il mini-crossover con Arrow dell’ultimo episodio ha regalato un generale aumento degli ascolti rispetto alla media. La serie ha infatti ancora qualche difficoltà ad inquadrare i personaggi e dare loro un’identità separata dal gruppo che compongono, guidati da Rip Hunter, un leader il quale, più che salvare davvero il mondo da Vandal Savage, sembra più concentrato sulla sua giustificata, ma egoistica missione di salvare la propria famiglia.

Nell’episodio della scorsa settima i nostri eroi si sono trovati però in un futuro in cui era molto difficile non intervenire, soprattutto per Sara Lance. Quando infatti l’astronave arriva nella Star City del 2046, lo spettacolo che la donna si trova di fronte è quello di una totale devastazione: la città è preda di bande armate che approfittano della totale mancanza di regole e di leggi per fare ciò che meglio credono guidati con pugno di ferro da un personaggio ben noto a Sara Grant, Deathstroke. Quando l’uomo le rivela però la sua identità sfilandosi la maschera, dietro di essa non si cela Slade, ma suo figlio Grant Wilson, non meno crudele e intenzionato a portare morte e distruzione nella sua città. C’è un solo uomo tuttavia che sembra opporsi strenuamente al caos che sembra governare Star City un Arrow del futuro che, come il suo predecessore, sembra l’unico intenzionato a frapporsi tra la totale resa e la speranza.

Dopo un primo scontro con questo nuovo Arrow che ovviamente non riconosce Sara e che vede in lei e nei suoi compagni un’altra potenziale minaccia, i due hanno modo di parlare e l’Arrow del futuro dice a Sara di chiamarsi Connor Hawke. Il giovane le rivela inoltre che Oliver Queen/Green Arrow è morto e che lui è l’unico rimasto a combattere Deathstroke. Il giovane decide poi di aiutare Sara ed il resto della squadra a cercare un particolare ricambio che servirà a far decollare la loro astronave e continuare a farla viaggiare nel tempo portandoli in un luogo segreto in cui Felicity sembra aver immagazzinato tutti i più importanti equipaggiamenti creati dalla “Smoak Technologies” (ex Palmer Tech., ex Queen Consolidated), che si rivelerà poi essere il covo di Arrow che Sara bene conosce. Ed è lì che viene rivelato che Oliver Queen non è affatto morto come tutti pensavano, ma si nasconde in quel luogo come se il suo passato potesse proteggerlo dal terribile presente che la città per cui ha tanto sacrificato, sta vivendo. Oliver è vivo, ma è un vecchio scontroso, con troppe cicatrici e battaglie alle spalle (ha perso un braccio proprio come l’Arrow dei fumetti) e nessuna speranza per il futuro. Di fronte a Sara e Rip Oliver rivela inoltre la vera identità di Connor, che altri non è se non il figlio di John Diggle.

Il giovane racconta infatti che suo padre è morto cercando di proteggere la città e che lui, non essendo riuscito a salvarlo, non merita di portare lo stesso nome del padre. Oliver inoltre rivela ad una sempre più sbigottita Sara che il fatto che lei e Ray, 15 anni prima, abbiano deciso di seguire Rip e di non rimanere con il Team Arrow ha contribuito pesantemente al futuro si cui loro sono adesso testimoni. Quando inoltre Sara gli chiede dove siano tutti altri: Laurel, suo padre e Felicity, Oliver si limita a rispondere “sono andati“, lasciando allo spettatore il compito di interpretare se con quelle due parole abbia voluto intendere se siano morti o se semplicemente abbiano abbandonato la città, lasciandolo solo. Certamente per un qualsiasi fan di Arrow, la prospettiva che, nonostante tutto quello che vedremo, questo è il futuro che attende tutti protagonisti della serie, non è delle più rosee, ma a dare un filo di speranza al pubblico e a Sara stessa è Rip, il quale spiega alla giovane che il futuro che stanno vedendo non è necessariamente quello che la città vivrà, poiché la linea temporale è in continuo flusso e in divenire.

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Dopo un nuovo scontro con Grant Wilson, che rapisce Connor, Sara decide di aiutarlo andando contro il volere dello stesso Rip Hunter il quale vorrebbe vietarle di interferire con la linea temporale, dimostrando però di essere particolarmente ipocrita, considerato che tutta la sua missione ha come scopo di cambiare il destino dell’umanità e salvare la sua famiglia e si reca nuovamente da Oliver per chiedere il suo aiuto, l’uomo inizialmente rifiuta, ma poi si unisce a Sara nella sua missione ed i due verranno raggiunti dal resto della squadra dopo che Stein con le sue sagge parole, riuscirà a convincere Rip ad intervenire.

Che senso ha fermare Savage se nel tentativo di farlo diventiamo immorali quanto lui?

Il gruppo avrà la meglio su Deathstroke, riuscirà a salvare Connor e ripartirà da Star City lasciandosi alle spalle una ventata di ottimismo, con l’Oliver di questo possibile futuro che decide di tornare ad vestire i panni del supereroe ed aiutare John/Connor a portare nuovamente la giustizia in città. Uno episodio strano e malinconico quindi in cui, nonostante il finale positivo, la sensazione lasciata è piuttosto desolante, un po’ come desolante è questa versione di Oliver Queen del futuro, un uomo solo, abbandonato da tutte le persone che ama, che – nonostante i sacrifici compiuti – finisce per vivere dimenticato da tutti, che ci sia voluta una Sara che veniva dal passato a risollevarne il morale è stato piuttosto desolante e sicuramente l’aspetto migliore dell’intero episodio è che questo triste futuro non dovrà necessariamente compiersi, proprio come ha confermato Stephen Amell stesso:

“E’ importante sottolineare che questo è uno dei tanti futuri possibili e so che ne parlano spesso in Legends. L’altra cosa di cui parlano è se quel potenziale futuro sia reale o meno e lo è per le persone che lo stanno vivendo. Quindi Star City è nella merda e parte del motivo per cui è in quelle condizioni è che quando le cose hanno cominciato a precipitare Sara [Caity Lotz], Ray [Brandon Routh] e Kendra [Ciara Renée] non erano lì per aiutare. Tutte le leggende che avrebbero potuto aiutare Star City non c’erano, quindi quindi il risultato è un Oliver che è stato lasciato solo, sconfitto.”