Lo showrunner di Outlander parla della seconda stagione [spoiler]

"Quando si arriva al secondo e terzo episodio, la storia di Parigi, si finisce per dimenticarsene. Mentre si guarda si dimentica che sono tutti sforzi inutili, perché si viene coinvolti dalla storia."

Ron D. Moore, lo showrunner di Outlander, con l’inzio della seconda stagione ha deciso di cambiare completamente le carte in tavola rispetto al romanzo da cui questa stagione è tratta: L’amuleto d’ambra. Il romanzo comincia infatti con Claire (Caitriona Balfe), nel 1968, 20 anni dopo essere tornata al suo tempo da suo marito Frank (Tobias Menzies), mentre racconta alla figlia Brianna (Sophie Skelton) la storia del suo vero padre Jamie (Sam Hueghan), cosa abbia quindi fatto decidere a Moore di modificare così il materiale da cui trae ispirazione per la serie ce lo dice lui stesso in questa intervista con The Hollywood Reporter.

Il modo in cui è cominciata la seconda stagione è stata una tale sorpresa, perché questi cambiamenti?
Ho pensato che sarebbe stato un cambiamento abbastanza radicale per catturare immediatamente l’attenzione del pubblico e farlo immergere nel ventesimo secolo sin da subito. Tutti si aspettavano che avremmo ricominciato dalla Francia e da quella storia, quindi tornare improvvisamente al ventesimo secolo e dire che Clare si è lasciata Jamie alle spalle, che sua figlia Brianna è nata e cresciuta in quel tempo e che Frank è morto avrebbe stonato, ma fare un salto temporale di 20 anni e andare agli anni 60 con Brianna già cresciuta e Frank morto sarebbe stato davvero troppo.

Così è una storia completamente diversa.
Esatto. E’ una cosa travolgente. Già è molto aver detto che non sono riusciti a fermare Culloden e che tutta la missione è stata un disastro e che lei si è lasciata Jamie alle spalle. Quindi riprendiamo dall’inizio della storia. Vediamo come lei e Frank sono tornati insieme, come lui l’ha accettata, cosa lei ha deciso di raccontargli, che cosa diavolo gli ha detto. Già così è una storia grossa. Come è cresciuta questa bambina con loro due? Che cosa hanno deciso? Ho pensato che fosse un modo interessante di iniziare. Volevo raccontare la storia prima che cominciassero tutte le macchinazioni.

E questo cambiamento che effetto ha avuto sulla stagione?
Ti dice che quello che vedrete degli accadimenti del diciannovesimo secolo sono uno sforzo inutile, che finirà tutto male. Nonostante i loro sforzi, non avranno successo e Claire verrà strappata da lui per qualche ragione. Quindi ci si chiede cosa possa essere accaduto. Perché lei abbia lasciato Jamie, come può essere accaduto e perché non sono riusciti a fermare Culloden. Crea un certo mistero già all’inizio della stagione e quando si arriva al secondo e terzo episodio, la storia di Parigi, si finisce per dimenticarsene. Persino io dimentico. Mentre si guarda si dimentica che sono tutti sforzi inutili, perché si viene coinvolti dalla storia.

Escludendo i cambiamenti all’inizio, la seconda stagione seguirà la trama di L’amuleto d’ambra o o sarà strutturata in maniera diversa?
Al di là di questo cambiamento strutturale, le basi decisamente sono quelle del romanzo, è sempre quella storia, solo detta in maniera leggermente diversa nel modo in cui abbiamo deciso di analizzarla, ma alla fine sarà comunque quella storia.

La seconda stagione narrerà la storia di tutto il libro?
Si, tutto il libro.

Alla fine della premiere Frank decide di crescere il figlio di Jamie come fosse suo. Vedremo qualcosa di questa parte della storia?
Non torneremo quella parte della storia nella seconda stagione. L’abbiamo raccontata nella premiere e poi torneremo del diciannovesimo secolo per il resto della stagione. Vedremo ancora Frank in altri flashback come abbiamo fatto nella prima stagione quando Claire ha dei ricordi che lo coinvolgono, ma non torneremo al ventesimo secolo.

Ci sono tantissimi nuovi personaggi in questa stagione ora che Jamie e Claire sono arrivati in France per fermare la battaglia di Culloden prima che avvenga. Quale personaggio più di altri non vedevi l’ora di portare alla vita?
Non vedo l’ora che tutti vedano il Principe Charlie [Andrew Gower]. E’ uno dei personaggi storici che incontreremo nello show quest’anno ed è probabilmente quello più conosciuto dalla maggior parte del pubblico con il suo nome di Bonnie Prince Charlie. Ma le persone non hanno idea di chi sia davvero. E’ un personaggio molto complicato e non vedo l’ora che tutti lo conoscano e vedano perché è andato tutto a rotoli. Quando lo si vede la prima volta, si capisce quasi immediatamente perché il piano sia quasi riuscito e perché allo stesso tempo non avrebbe mai potuto che fallire, perché lui è quello che avrebbe potuto chiamare a raccolta le persone ed è un uomo che ha una missione, ma è anche molto viziato. Lo vedremo presto, nel secondo episodio.

Da dove comincia il secondo episodio?
Comincia con loro due nella casa di Parigi del cugino Jared [Robert Cavanah], pronti per cominciare la loro missione e ad infiltrarsi nella corte francese e sabotare la ribellione dall’interno.

L’autrice Diana Gabaldon has scritto un episodio questa stagione, come è stato lavorare con lei?
Si è avvicinata alla cosa con  spirito positivo. Ha preso note, ha fatto cambiamenti, ha tagliato il copione. Si è comportata da bravo soldato e penso si sia divertita nel farlo. Non è facile scrivere il primo copione, anche se questa persona è chi ha scritto i libri su cui la serie è basata. Scrivere un copione è come flettere un muscolo nuovo, non è la stessa cosa. Un libro è un autore che parla direttamente con i lettori, mentre un copione è un progetto che qualcun altro deve eseguire. Deve rispondere a necessità diverse, non tutti gli autori possono fare entrambe le cose, ma lei l’ha fatto molto bene.

C’è stata qualche sfida nel lavorare con lei?
No, affatto. Ti chiedi ovviamente come sarà, ma non vuoi certo rovinare il tuo rapporto con l’autore del franchise. Sarebbe un grosso errore e noi non abbiamo avuto alcun problema, è andato tutto bene. Ad un certo punto abbiamo dimenticato che fosse l’autrice ed è diventata solo un’altra autrice e se il copione è troppo lungo lo tagli e passi al problema successivo.

Quale lezione hai imparato dalla prima stagione che hai applicato nella seconda?
Per lo più abbiamo imparato come produrre la serie con efficacia. Lavorare in uno show che non ha set fissi, viaggiare tanto quanto facciamo noi, cambiare costantemente location ed interni, salutare personaggi e averne di nuovi, sono continue sfide. Nel primo anno abbiamo imparato molto e questo ci ha aiutato con la second stagione.

Outlander va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su Starz.