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23 Nov

NCIS: recensione del finale di stagione ‘Onora il padre’ [spoiler]

Teresa Soldani
14 maggio 2014
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ncis

[Spoiler per l’episodio 11×24 Honor The Father]

Nessun cliffhanger per quest’ultimo episodio di NCIS, ma un tono dolce-amaro che – in un certo senso – ha rispettato l’andamento un po’ nostalgico della stagione. Nonostante infatti il personaggio di Bishop sia ormai perfettamente integrato nella serie, non è possibile – per i fan di lunga data – non sentire la mancanza di Ziva e del rapporto che la protagonista femminile della serie aveva con Anthony Di Nozzo. La sua assenza pesa un po’ come il famigerato elefante nella stanza, che tutti cercano di fingere di non vedere, soprattutto quando in gioco ci sono emozioni così forti ed episodi tanto emotivamente coinvolgenti di cui, di fatto, lo show non si serve spesso.

Il finale di questa stagione è il perfetto saluto e tributo all’attore Ralph Waite che interpretava il ruolo del padre di Gibbs e che è recentemente scomparso. A pochi minuti dall’inizio dell’episodio sta proprio al direttore Vance dare a Gibbs la triste notizia della morte del padre e la reazione del granitico protagonista della serie è proprio quella che tutti ci saremmo aspettati.
Gibbs è uno vero stoico quando si tratta di mettere in piazza i propri sentimenti, è un uomo che ha affrontato così tante perdite nella vita che difficilmente lascia trasparire ciò che prova, nonché il genere di persona più difficile da aiutare ed al quale stare vicino. E ne sa qualcosa proprio il direttore Vance il quale pensa che il miglior modo per Gibbs di superare il dolore sia rimanere a Stillwater (dove il padre viveva) ed occuparsi dell’organizzazione dei funerali e degli affari lasciati in sospeso dall’uomo, arrivando persino ad impedire a Di Nozzo di chiamarlo per aggiornarlo sull’andamento del caso.

Perché, ebbene sì, c’è anche un caso di cui occuparsi questa settimana, e non è – come si potrebbe pensare – qualcosa di poco importante pensato appositamente per dare maggiore risalto alla storia personale di Gibbs.
A bordo di una nave militare americana c’è stata infatti la fuga di alcuni pericolosi terroristi il cui destino si scoprirà presto essere legato a doppio filo proprio a Jethro . Ad organizzare la fuga degli uomini, altri non è stato che Alejandro Rivera.
Rivera è stato un personaggio chiave nell’ottava stagione dello show, membro del Dipartimento di Giustizia messicano, l’uomo era in realtà il figlio di Pedro Hernandez, ucciso dallo stesso Jethro poiché responsabile della morte di sua moglie e di sua figlia. Alejandro era stato arrestato dopo aver fallito il suo tentativo di uccidere Gibbs e da allora, chiuso in prigione, trama la propria vendetta nei confronti dell’uomo.
Nel momento in cui Di Nozzo scopre il collegamento tra Rivera ed i terroristi fuggitivi e si rende conto che gli uomini hanno in realtà il compito di trovare ed uccidere il suo capo, andando contro il volere del direttore del NCIS, lo avvisa per metterlo in guardia.

Gibbs ritorna a questo punto a Washington ed ha un incontro/scontro a viso aperto proprio con Vance, il quale gli ricorda quale sono state le sue parole dopo che aveva perso la moglie e che, per riprendersi dalla sua personale tragedia, si è preso ben due mesi prima di tornare a lavorare, ma la risposta di Gibbs è, come sempre, pronta e diretta “Leon. Questo lavoro. E’ tutto quello che ho.”
Ed è proprio a questo punto che entra il gioco quel sentimento dolce-amaro a cui facevo cenno.
Nel vedere Gibbs ripercorrere il viale dei ricordi della sua adolescenza accanto al padre e alla madre, mentre si occupa delle sue proprietà e viene investito dai ricordi e da veri e propri flashback del suo passato, è con un po’ di amarezza che ci si chiede cosa abbia Leroy Jethro Gibbs tra le mani e quale sia il bilancio della sua vita.
Sebbene i membri della sua squadra siano inequivocabilmente come una famiglia, è abbastanza per poter dire di essere realizzato dal punto di vista personale?  Ha avuto tanti matrimoni, ma ha davvero mai amato dopo la perdita della prima moglie? E cosa si risponde Jethro quando si pone questi interrogativi? La morte del padre lo porterà a riconsiderare la sua vita e la sua carriera nel NCIS?

Gibbs

Ma come non sembrano, almeno per ora, esserci risposte a queste domande, per Gibbs non c’è mai davvero pace, nemmeno quando dovrebbe trovare il tempo per piangere la morte del tanto amato genitore.
Dei due terroristi fuggiti grazie a Rivera infatti, uno muore a causa dell’esplosione grazie alla quale sono riusciti a lasciare la loro prigione, ma il secondo, un camaleonte di nome e di fatto, di cui non si conosce l’identità, è in fuga e pronto ad uccidere Gibbs.
Jethro riesce però a scampare ad un primo attentato alla sua vita e, proprio quando torna a Stillwater convinto di non essere più in pericolo, subito dopo essere andato in carcere ed aver affrontato Rivera per dirgli del fallimento del suo piano, si scopre in realtà che l’uomo ucciso non era il terrorista che cercavano.
E proprio quando lo show ci lascia credere che anche questo finale di stagione finirà con un cliffhanger, lasciandoci in sospeso circa il futuro e la salvaguardia di Gibbs, il vero camaleonte sferra invece il suo attacco e rimane ucciso.

L’episodio si chiude così con il funerale di Gibbs senior e con il figlio circondato dalla sua “famiglia adottiva,” dei membri del NCIS al gran completo, lasciandoci comunque con il sospetto che qualcosa nella sua vita e nella prossima stagione possa cambiare.

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