Outlander: Ron Moore parla del finale scioccante e dei progetti per la prossima stagione

Lo showrunner parla della diversa strada presa nel finale di stagione rispetto ai romanzi di Diana Gabaldon e di cosa accadrà nella seconda stagione

Se qualcuno pensava davvero che la violenza descritta nel romanzo di Diana Gabaldon ad opera del sadico Black Jack Randall (Tobias Menzies) contro Jamie Fraser (Sam Heughan) sarebbe stata in qualche modo mitigata nella serie, sicuramente si è ricreduto dopo aver visto il finale di stagione di  Outlander, trasmessa da Starz.
In “A dark night of the soul,” è stato infatti esplorato il sadismo dell’oscuro personaggio interpretato da Menzies in un modo in cui – credo lo si possa affermare senza possibilità di smentita – non si era mai visto in televisione, portando sullo schermo la più autentica rappresentazione di una violenza sessuale tra due uomini mai vista in TV o al cinema.

Le conseguenze delle torture fisiche e psicologiche subite da Jamie sono state descritte con altrettanta veridicità dopo che Claire (Caitriona Balfe) riesce a a farlo evadere di prigione ed a guarire le sue ferite, quanto meno quelle fisiche, ma dovendosi scontrare con il problema di curare anche quelle che hanno inevitabilmente segnato l’anima del marito in maniera indelebile, tanto da fargli desiderare la morte pur di non subire la vergogna di quello che ha dovuto soffrire a causa di Randall.
In un’intervista con The Hollywood ReporterRon Moore ha parlato della sua versione di questa difficile storia e dei suoi progetti per la seconda stagione di Outlander.

Deve provare parecchie emozioni per questo finale. Ci parli delle differenze in questa scena tra il libro e la serie.
E’ stato decisamente difficile. Ne sono molto fiero, è stato un modo notevole di finire la stagione. Mentre il libro è scritto in prima persona fino alla fine, noi abbiamo cominciato a narrare gli eventi da diversi punti di vista a partire dal nono episodio, il che ci ha dato – nel quindicesimo episodio – la possibilità di narrare la storia dell’incontro di Jamie con Black Jack Randall. Nel libro ciò accade, ci viene raccontato più avanti dalla voce di Claire tramite dei flashback. Cambiare il tipo di narrazione ci ha dato la possibilità di mostrare ciò che gli accadeva in tempo reale, mentre Claire cercava di farlo fuggire. Poi, nel finale abbiamo continuato a descrivere i fatti come se lui li stesse ricordando, ma siamo comunque nella sua testa, non sta raccontando la storia a Claire – vediamo il suo punto di vista. Abbiamo anche cambiato il fatto che, nel libro, dopo che salvano Jamie dalla prigione di Wentworth si imbarcano subito sulla nave e fanno rotta per la Francia dove trascorrono un certo tempo perché lui guarisca dalle ferite. Io volevo mantenere la tensione che c’era e non farli partire subito dalla Scozia. Così, quando la storia di Jack e Jamie, si potesse passare al momento alla fine in cui sono sulla spiaggia e vedi la nave e puoi davvero fare un sospiro di sollievo e dire “Ahhhh, sono di nuovo all’aperto, posso respirare finalmente.” Puoi mostrare un lato più romantico mentre si allontanano a vele spiegate e lasciare lo show con una nota più positiva.

Ed è un cambiamento positivo, considerato quanto questo episodio sia stato cupo, è stato un finale difficile da guardare ed un’esperienza viscerale.
Lo so, ma ho continuato a dire a me stesso ed alle persone coinvolte nello show “dovete ricordarvi che c’è una grossa parte del pubblico che non ha idea della direzione che questa storia prenderà e che sarà un grosso shock.” Perché non c’è nessuna avvisaglia fino a dove l’attore principale verrà portato. Non si è mai visto in televisione, e non è nemmeno qualcosa che si è mai visto in un film. Non è la strada che viene normalmente intrapresa. Che è esattamente ciò che mi ha attratto quando ho deciso di fare la trasposizione del libro. Quando ho letto quel capitolo ho pensato “Accidenti, questa proprio non me l’aspettavo e se lo mostriamo in una serie TV sorprenderà e scioccherà anche il pubblico.” Ed è una cosa buona. Quando racconti una storia, quello è il risultato a cui ambisci. Detto ciò – quando arrivi a quel momento – diventa tutto un “lo facciamo davvero, ma adesso dobbiamo pensare al modo in cui farlo.” Volevamo renderlo difficile da guardare; duro da vedere, ma non impossibile. Quindi quando stai editando la scena e vedi i vari tagli, agisci d’istinto e ti dici “Qual’è il punto in cui smetterei di guardare, dove dovrei distogliere lo sguardo, in cui diventa davvero troppo?” E vai proprio a quel punto – perché quello è come la storia si è svolta. Noi stiamo cercando di dire che questo è ciò che è accaduto a quest’uomo. mostriamolo nel modo più vero possibile. E devi stare attento a non esagerare, se fai troppi tagli e non mostri abbastanza, allora stai rifuggendo il problema e non stai mostrando la verità sul dolore di quest’uomo e la comprensione per ciò che ha subito. Allora cerchi davvero di trovare quell’equilibrio e fidarti del tuo istinto.

Ha avuto qualche preoccupazione nel mostrare la scena della violenza nel modo in cui lo ha fatto?
Sapevamo che sarebbe stata controversa, sapevamo che alcuni avrebbero avuto delle forti obiezioni e altri no. Cerchi di non pensarci troppo. Cerchi solo di fare quello che pensi sia giusto e prendere una direzione creativa circa il risultato che vuoi ottenere e poi speri che piaccia al pubblico. Cerchi di non uscire troppo dal seminato, cominciando a pensare a cosa stai raccontando di un contesto sociopolitico o su come sarà interpretato dalle persone. Se prendi quella direzione non ne esci più. Noi stiamo raccontando la storia di due uomini, basandoci su tutto ciò che è successo nella stagione. In tutto questo tempo non abbiamo fatto che preparare il terreno per questo momento e una volta che ci siamo arrivati dovevamo seguire la storia del personaggio, seguire la direzione in cui la storia ci aveva portato.

Molto del merito va ai due attori. Non hanno avuto nessun genere di timore durante la loro performance; ne erano completamente assorbiti. E stare sul set era difficile – e normalmente il nostro set è molto piacevole e divertente. Ma in questa occasione c’era un’atmosfera diversa. I ragazzi della troupe gli hanno lasciato molto spazio. Ma loro erano comunque in un luogo oscuro, in una cella buia per giorni e si sono dimostrati disponibili ad affrontare tutte queste situazioni che li hanno prosciugati emotivamente. Molto del credito per il successo dello show va a questi due uomini.

Ed ha spianato bene a la strada per ciò che succederà nella seconda stagione.
Sarà molto diversa. Continueremo a seguire i libri con la seconda stagione, il secondo libro (Dragonfly in Amber). Nell’ultima scena parlano di andare in Francia e cercare di fermare l’insurrezione Giacobita e sarà ciò che andranno a fare. Arrivano a Parigi. Quindi ci stiamo preparando a girare uno show completamente diverso. Si troveranno in una delle città più popolose di quel tempo. Il tempo dell’aristocrazia francese, la corte di Luigi XV, delle strade di ciottoli piene di persone – i costumi sono completamente diversi, così come lo sarà il set. E’ un’atmosfera ed un una tavolozza di colori completamente diversi. Si parla più di cospirazioni, bugie e politica. Del venir risucchiati dalla corruzione e dal veleno che c’era a Parigi a quel tempo, con la storia che spinge verso quell’inevitabile cataclisma che è la distruzione della cultura delle Highland. Poi Calire è incinta e ci sono le conseguenze di ciò che è successo con Jack Randall – questa cosa perseguita ancora Jamie nella seconda stagione. E’ uno show molto diverso, ma uno dei punti di forza di questa serie, risiede nella sua evoluzione. Una delle cose di cui vado più fiero, nella prima stagione, è la varietà della narrazione e come ogni episodio sia diverso. Sono tutti piccoli film. Sfido chiunque a dare un cliché ad ognuno degli episodi di Outlander. Sono tutti unici e la seconda stagione lo sarà persino di più. E se saremo tanto fortunati da proseguire il terzo libro è ancora diverso. E’ come se ci fosse una continua evoluzione e noi stessimo tessendo un lungo racconto.

Deve essere stato molto divertente per lei studiare tutti questi personaggi diversi in situazioni così diverse.
E’ fantastico; è certamente una sfida, ma è una sfida unica. Ti senti fortunato di poter fare così tante cose diverse in un solo momento.

Ci saranno delle conseguenze per Jamie  a causa dello stupro subito, man mano che il suo personaggio evolverà?
Ci saranno sicuramente delle conseguenze sulla relazione con Claire e sulla crescita del personaggio.

Cosa prova nei confronti di questa prima stagione? Pensa di comprenderla meglio adesso?
In un certo senso sì. La prima stagione è stata un impegno molto grosso, più di quello che noi tutti ci aspettavamo. E’ una produzione enorme da gestire. Quell’evoluzione continua, e anche il fatto di non avere una casa a cui tornare; il salutare e aggiungere costantemente dei personaggi che senti far parte di una famiglia – è una sfida molto grande. L’unica cosa che abbiamo imparato è che tutto è molto più grande e difficile di come avevamo pensato sarebbe stato.