Recensione del crossover Bones – Sleepy Hollow

Contrariamente ad ogni previsione lo strano crossover Bones/Sleepy Hollow si è rivelato divertente, credibile e decisamente piacevole da guardare

Avete presente quando una cosa davvero strana finisce per funzionare bene?
Ecco, questo è esattamente quello che è successo con il crossover Bones/Sleepy Hollow. Personalmente guardo entrambe le serie praticamente dal loro esordio e quando ho sentito per la prima volta che la Fox aveva deciso di fare un crossover tra i due show, devo ammetterlo, sono rimasta molto, molto perplessa. Inoltre – come spesso accade in casa Fox, che sta sperimentando da qualche anno a questa parte un grosso calo di ascolti (ad eccezione di Empire) – con l’avvicinarsi di questo evento hanno cominciato a fioccare interviste, video, sneak peek, promo, curiosità… una vera e propria sovraesposizione mediatica che ha cominciato a spaventarmi, perché quando spingi così tanto un prodotto e poi quel prodotto fallisce, la caduta diventa rovinosa. Poi è arrivato il giorno dell’episodio e anche se in realtà è ancora presto per parlare di successo – gli ascolti definitivi non sono ancora usciti, anche se  i preliminari indicano un miglioramento rispetto agli episodi precedenti di entrambi gli show – penso di possa dire che, da un punto di vista puramente soggettivo, lo strano esperimento ha, contro ogni previsione, funzionato davvero.

 Per chi non lo sapesse Bones e Sleepy Hollow non potrebbero essere prodotti più diversi: uno è basato sulla realtà (si fa per dire) delle indagini scientifiche messe a servizio dell’FBI per scovare assassini, l’altro è uno show il cui protagonista è il soprannaturale, l’assurdo, tutto quello che di più lontano può esserci dalla scientificità di Bones. E qui, bisogna fare onore a chi lo merita, sono entrati in gioco degli ottimi autori, perché, nonostante le differenze apparentemente insormontabili dei due programmi, chi ha scritto il crossover da entrambe le parti è riuscito nel difficile intento di esaltare i punti in comune che ci sono in questi due mondi. E quale elemento più importante dei loro protagonisti?Ecco infatti che il crossover #HollowBones (questo l’hashtag ufficiale che ha accompagnato l’avventura su Twitter) ha finito per essere un incontro di menti, più che di situazioni.

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Booth ed Abbie si somigliano in molti aspetti, entrambi credono nella giustizia, entrambi sono degli idealisti ed entrambi non temono di mettersi in prima linea per difendere i propri ideali e sebbene Abbie sia all’inizio della sua carriera e Booth sia un esperto agente dell’FBI, i due finiscono per legare quasi subito, perché ciò in cui credono, legato ad una tendenza a piegare le regole quando necessario, li porta facilmente sulla stessa strada, che è anche quella di dover fare, nell’accezione più pura del termine, quasi da babysitter ai geniali compagni che il destino gli ha rispettivamente assegnato.
Ed è qui che entrano in gioco Brennan ed Ichabod Crane.

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Spero Booth ed Abbie non me ne vogliano, ma – come credo molti degli spettatori del crossover – era su di loro che la mia curiosità era davvero concentrata. Brennan e Crane sono due menti brillanti ed in un certo senso entrambi sono stranieri in patria, personaggi al di fuori del loro tempo: Crane per motivi oggettivi, Brennan per motivi sociali/umani e sia Emily Deschanel che Tom Mison hanno fatto un ottimo lavoro nel sottolineare questa loro stranezza. Non so se la cosa fosse voluta o meno, ma ho trovato che persino la loro postura ed in generale il loro linguaggio non verbale abbia finito per essere molto simile. Il modo peculiare con cui a volte inclinavano la testa nel ricevere una notizia o riflettere su un fatto, gli occhi guardinghi con i quali si osservavano l’un l’altra, tutto sembrava essere in perfetta armonia. Nonostante Crane sia ospite nel “regno di Brennan”, il Jeffersonian, l’uomo ha finito per trovarsi stranamente a suo agio in un posto che non avrebbe potuto essere più diverso dal tempo a cui davvero appartiene e si sente così perché ha l’opportunità unica di vedere con i propri occhi quello che per i suoi idoli (nella fattispecie Jefferson, al cui nome è ispirato quello del Jeffersonian) era solo un sogno e che per lui, grazie ad una serie di strani eventi paranormali, è oggi una realtà. Crane, di fatto, ha il privilegio di vivere il sogno per il quale molte delle persone che stimava ed amava sono morte e per cui lui stesso era disposto a dare la vita. Non è quindi poi così strano che si senta a casa in un posto così tecnologicamente avanzato come il Jeffersonian. E poi c’è ovviamente Brennan, la cui chiusura mentale nei confronti di qualsiasi evento che possa anche solo lontanamente avere a che fare con l’occulto, finisce per essere una sicurezza per l’indagine di Crane ed Abbie. Brennan, come di fatto è stato, non crederebbe alla quotidianità che i due protagonisti di Sleepy Hollow vivono, nemmeno se la sperimentasse di persona. Ecco perché ha avuto totalmente senso che il crossover non si svolgesse a Sleepy Hollow, ma che fossero solo Abbie e Crane ad andare a Washington, diversamente sarebbe stato molto più difficile impedire una contaminazione dei sue show che sarebbe poi risultata piuttosto ridicola.

Il caso in sé, soprattutto nella prima parte del crossover che ha avuto luogo nell’episodio di Bones, non è particolarmente importante, ma diventa piuttosto, come spesso capita nella serie, la scusa per poter affrontare l’argomento che davvero conta. Così Abbie, Crane, Booth e Brennan hanno finito per essere il più improbabile ma anche il più efficiente dei quartetti investigativi risolvendo il caso tra un mistero e l’altro senza però intaccare la credibilità dei sue show. Geniale per esempio la scoperta della lettera da parte di Crane all’interno del Jeffersonian, lettera da lui stesso scritta nel passato, nonché interessante la giustificazione che dà a Brennan della strana coincidenza legata al fatto che la sua grafia combaci con quella di un documento storico di secoli prima. Certo, se lo doveste chiedere ad moderno grafologo vi risponderebbe che due persone diverse non possono avere in alcun modo la stessa grafia, ma la spiegazione di Crane è interessante, non tanto perché scientificamente accurata, ma perché fornisce a Brennan quel tanto di scientificità da tranquillizzarla e renderle credibile la spiegazione.

Insomma il cameratismo di Abbie e Booth, contrapposto a quell’accennata competizione che si instaura tra le menti di Brennan e di Crane ha reso entrambi gli episodi davvero gustosi per gli spettatori delle due serie, riuscendo con notevole maestria a sfruttare gli aspetti più divertenti di entrambi li show e creando una strana ma efficace comunione.

Altre note sparse:
– L’espressione di Crane quando Hodgins gli colpisce il pugno in segno di vittoria è impagabile, quello è un gesto dedicato solo ad Abbie!
– Hodgins in risposta ad Angela che gli chiedere se Abbie e Crane non gli ricordino qualcuno: “sono come noi! Lei è bellissima ed ha dei fantastici capelli.
– Aubrey, nel tentativo di aiutare Booth a trovare uno scherzo di Halloween da fare a Brennan, suggerisce a Booth di farle mangiare del formaggio di soia e quando lui le dice che lo mangia già regolarmente Aubrey risponde “beh, allora vive già nel suo personale inferno, non posso fare altro per aiutarti.
– Hodgins a Cam e Wendell: “andiamo sono un amante delle cospirazioni, non un matto che crede al soprannaturale!” E conseguente espressione di Cam…
– Abbie “Benjamin Franklin ha inventato Sex on the Beach? [nome di un cocktail, che tradotto significa sesso sulla spiaggia]” Crane “Ma lo chiamava coccole nella foresta.
– Brennan che suggerisce a Ichabod di darsi da fare con Abbie, ho sentito gli Ichabbie di tutto il mondo emettere un sonoro “awwwww” persino da qui!
– Crane a proposito di Brennan “è una scettica fino al midollo, ha definito Moloch come un uomo alto con una malattia della pelle.
– Brennan, entrando nella tomba di Jefferson “E’ stupefacente.” Crane “Eppure, solo questa mattina, l’ha definito discutibile.