Serie TV: Chris Carter parla di The X-Files

Il creatore della serie di culto parla del futuro dello show e del reboot in arrivo a gennaio su FOX.

In una recente intervista con The Hollywood Reporter a New York, dopo la fine delle riprese di The X-Files, reboot che verrà trasmesso a gennaio da Fox USA, Chris Carter parla della serie e del suo futuro e dell’impegno che ha richiesto riportare in vita questo classico della TV.

XFILES

Che cosa ti piace tanto di questo format da aver deciso di farlo tornare in vita?
Ho deciso di farlo non appena ho saputo che gli attori erano interessati. In realtà il reboot non era la mia idea originale, non volevo tornare per vantarmi del nostro passato successo, volevo del materiale fresco e nuovo, che poi è esattamente quello che abbiamo avuto.

Lo show sembra voglia raccontare molte storie in soli sei episodi, come sei riuscito a bilanciare questa necessità?
Abbiamo molto da dire in questo poco tempo e abbiamo cercato di avere un arco narrativo con due episodi legati alla mitologia dello show e quattro episodi a se stanti, ma anche in questi episodi c’è una sorta di arco narrativo. Abbiamo cercato di fare tutto in maniera armonica, ma il primo e l’ultimo episodio descrivono proprio un arco narrativo diviso in due parti. Negli altri seguiamo i personaggi a livello emotivo, ma non avranno a che fare con la cospirazione.

Hai già detto che è possibile avere un altro revival nel futuro, se fosse vero, sarebbe possibile avere un arco di 13 o 15 episodi?
Dipenderebbe solo dagli attori e dai loro impegni.

E’ difficile come scrittore riuscire a conciliare i tempi limitati degli attori con quelli necessari per raccontare una storia credibile?
No, ogni volta la sfida è nuova e diversa.

E qual è stata la sfida più difficile?
E’ stata quella di avere solo sei episodi a disposizione. Ho avuto 8 mesi per fare ciò che normalmente facevo in quasi un anno per 22 o 25 episodi. Appena abbiamo chiuso l’aspetto contrattuale, ho dovuto correre per cominciare a fare tutto ed assumere le persone necessarie. Ho cercato di riprendere gente con cui avevo già lavorato, ma, negli anni, molti di loro avevano diverse posizioni, quindi abbiamo preso persone nuove, non siamo riusciti esattamente a riunire la vecchia band, ma siamo stati fortunati ad avere le persone che abbiamo trovato.

Con il tempo che stringeva ed un numero di episodi limitati che genere di bilanciamento hai dovuto adottare per scrivere e dirigere insieme?
Pensavamo che avremmo avuto più tempo, ma alla fine mi sono trovato a scrivere mentre giravamo, cosa che speravo di non fare. Ma per me è una cosa normale, così  sono riuscito a scrivere e dirigere il primo episodio, ma non i due successivi.

The X-Files ha continuato anche dopo che Duchovny aveva lasciato, riesci ad immaginare di fare un revival senza di lui e la Anderson? O sei solo interessato a raccontare la loro storia?
Al momento, se loro possono, penso solo a farlo con David e Gillian.

Hai visto  i diversi revival che sono andati recentemente in onda, come 24: Live Another Day o Heroes Reborn?
Non ho visto Heroes, né 24. Non ho visto niente, in un certo senso sto agendo alla cieca.

Cosa ti aspetti dagli ascolti?
Credo che la Fox stia facendo un ottimo lavoro con il marketing, siamo ancora a tre mesi dalla premiere ed il marketing è molto diverso da come era un tempo, perché ora ci sono i social media.

E pensi di dover far parte di questo mondo anche tu, visto che devi promuovere lo show?
Non credo, a volte è divertente, ma su Instagram [Carter ha aperto un account quando sono cominciate le riprese] ho postato molto poco, sono troppo impegnato, abbiamo chiuso l’ultimo episodio ed ora siamo in post-produzione.

Uno dei modi per promuovere lo show è stato mostrare il primo episodio al pubblico del New York Comic Con, che cosa ne pensavi di questa idea?
Non mi faceva impazzire, credevo fosse troppo presto, ma in realtà ne hanno cominciato a parlare in molti e ha creato un’aspettativa, spero che tutta l’attesa che c’è rimanga fino alla messa in onda.

Quali sono le tue preoccupazioni nei confronti degli spoiler?
Per quanto mi concerne, tutti quelli che hanno visto l’episodio, parlandone online, spingono gli altri a guardarlo.

Guardando a questa stagione evento in generale, c’è un numero di attori che non ha potuto prendervi parte, perché impegnato in altri progetti: che impatto ha avuto questa cosa sulla narrazione e le storie che riguardano questi personaggi possono essere riprese in altri momenti?
Abbiamo giocato con le carte che avevamo a disposizione, le persone sono impegnate, fa parte della vita e quelli con cui volevamo assolutamente lavorare erano disponibili, quindi la narrazione non ne ha sofferto.

Nello show Mulder e Scully sono ad uno stadio della loro relazione molto diverso rispetto a quello in cui li avevamo lasciati, che effetto ha avuto questa cosa su di te come autore?
In un certo senso siamo tornati ai Mulder e Scully ai quali eravamo abituati, dopo che nel 2008 si erano messi insieme, le cose ora non vanno più bene, c’è una frattura tra loro e la stanno affrontando.

E questa frattura che impatto ha sul loro rapporto di lavoro?
Sono più sarcastici l’uno con l’altra e a fine giornata vanno in diverse case.

Sapremo cosa li ha portati a separarsi?
Affronteremo l’argomento.

La mancata presa di potere degli alieni del 2012 che impatto ha avuto su Mulder e Scully?
Ne parleremo ed è parte della mitologia della serie.

Uno dei nuovi volti dello show è il Tad di Joel McHale, cercavi qualcuno per la parte che fosse familiare al pubblico?
Sì, siamo stati fortunati a trovare Joel McHale, l’ho scelto dopo averlo visto lavorare come corrispondente per la cena in onore della stampa alla Casa Bianca, ho pensato fosse stato fantastico.

Che cosa ci puoi dire del suo ruolo nello show?
Riporta Mulder e Scully insieme, è strumentale nel costruire un ponte tra i due.

C’è stato qualcosa che non sei riuscito a fare in questi sei episodi?
Mi sarebbe piaciuto riavere Howard Gordon e Alex Gansa ed alcuni degli altri autori, Frank Spotnitz non ha potuto unirsi a noi, abbiamo fatto del nostro meglio, abbiamo lavorato con le risorse che avevamo.

Il revival ha una versione della vecchia sigla leggermente rivisitata, come siete arrivati alla decisione di riutilizzarla?
Non ne abbiamo parlato molto. Sentivamo tutti che cambiare la sigla sarebbe stato sbagliato e sarebbe stato una sorta di sacrilegio, quindi abbiamo usato quella di un tempo.

The X-Files andrà in onda a partire dal 24 gennaio su Fox USA.