Serie TV: la Nielsen vede in Facebook e Twitter il futuro

Il nuovo accordo della Nielsen con i due social network promette di rivoluzionare il sistema di monitoraggio degli ascolti TV.

E’ tempo di cambiamenti per la Nielsen.

Dopo che negli ultimi anni la società americana è stata sotto l’occhio del ciclone da parte di network e pubblicitari per il metodo considerato poco attuale e impreciso con cui a tutt’oggi monitora gli ascolti televisivi, la Nielsen ha deciso di fare una piccola rivoluzione sociale dal nome Social Content Ratings con lo scopo di monitorare le conversazioni sia su Facebook che su Twitter per implementare i dati di ascolto rilevati nel modo più “classico”.

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Questo nuovo accordo dovrebbe avere lo scopo di migliorare il metodo di misurazione degli ascolti, in un’era in cui ormai social media e TV sono sempre più connessi. La rivoluzione digitale ha infatti cambiato profondamente il rapporto dei fan con le serie TV, dando loro la possibilità di interagire tra loro e con i propri beniamini per commentare un programma televisivo nello stesso momento in cui viene mandato in onda attraverso specifici hashtag ormai scelti direttamente dai network e che in quasi tutti i programmi (anche in Italia), compaiono in sovrimpressione sullo schermo dei nostri apparecchi TV.

Le critiche fatte al vecchio sistema di misurazione degli ascolti puntano perlopiù il dito contro la Nielsen per la sua incapacità nel catturare con accuratezza la vera audience di uno show, basti pensare per esempio, quanto poco accurato sia un dato finale di ascolto quando manca di raccogliere dati di servizi di streaming sempre più usati dagli utenti come Netflix o Hulu. Considerata la sempre più variegata e copiosa offerta di show televisivi i servizi streaming come Hulu, che permettono di riguardare molte serie TV a poche ore dalla messa in onda, sono importanti quanto la rilevazione dei DVR (cioè il numero di utenti che registra un programma e lo rivedere nell’arco di 3/7 giorni).

Sottoposta alla valanga di critiche per il mancato aggiornamento di un valido sistema di valutazione che tenesse conto di tutte le nuove tecnologie introdotte negli ultimi anni, la Nielsen ha cercato di porre rimedio, firmando per esempio tre anni fa un accordo con Twitter per monitorare tutte le conversazioni relative ai programmi TV sulla loro piattaforma e nella fattispecie, proprio la scorsa settimana, la compagni ha rilasciato i dati relativi al dibattito tra i candidati del Partito Repubblicano alle elezioni presidenziali andato in onda la scorsa settimana su Fox Business. Il programma avrebbe totalizzato 1,2 milioni di cinguettii scritti da 247.000 autori diversi, letti da un totale di 6.4 milioni di persone.

Questo nuovo metodo avrà il compito di misurare le conversazioni si per quanto concerne la televisione tradizionale che i servizi di streaming nel periodo in cui il programma viene trasmesso e a poco tempo dalla messa in onda.

Sarà quindi molto interessante vedere come network e pubblicitari accoglieranno questo nuovo sistema e in che modo esso influenzerà economicamente e socialmente due mondi ormai già così integrati come quello della TV e dei social media.

La domanda che ovviamente sorge spontanea, considerato l’arrivo nel nostro paese di servizi streaming come Netflix è: a quando la stessa cosa qui in Italia?