The Flash: recensione dell’episodio 2×01 “The Man Who Saved Central City” [spoiler]

Nella premiere della seconda stagione Barry Allen cerca faticosamente di ricostruire ciò che la sua città, e lui stesso, hanno perduto

C’è molto da ricostruire a Central City, dato che, nella scorsa stagione, la città ha rischiato di essere risucchiata in un vortice creato dal dottor Wells col vano scopo di tornare nel suo tempo.
Dalla fine della scorsa stagione, sono trascorsi ormai sei mesi e The Flash, acclamato dalla popolazione come il salvatore della città, pur sentendosi onorato, è tutt’altro che disposto ad accettare l’onore di ricevere dal sindaco le chiavi della città come ringraziamento pubblico per il suo eroismo; grazie a qualche flashback, veniamo infatti presto a sapere che nel tentativo [riuscito] di impedire la distruzione totale, dopo aver perso Eddie, sacrificatosi per far si che Eobard Thawne/Reverse-Flash (Tom Cavanagh) scomparisse letteralmente dall’esistenza, il Team Flash ha perduto un altro membro caro a lui e soprattutto a Caitlin: Ronnie. Ronnie infatti è riuscito a fermare il vortice, ma a differenza di Martin Stein (Victor Garber) che Barry è riuscito a salvare, sembra, e sottolineo sembra, aver perso la vita in quei tragici momenti. Come risultato Caitlin ha deciso di lasciare gli S.T.A.R. Lab e Barry è rimasto solo a portare il peso non solo di aver perso i suoi amici, ma di essere indirettamente causa del dolore di Iris e Caitlin.
Così Barry, piuttosto che rischiare di nuovo che qualcuna delle persone che ama possa morire, decide di affrontare i meta-umani da solo.

Con gli S.T.A.R. Lab ormai chiusi il giovane pensa davvero di poter far fronte ai suoi nemici senza alcun aiuto e, per un lungo periodo, si isola da tutto e da tutti per mascherare il suo dolore: le persone che gli vogliono bene gli lasciano tutto lo spazio che gli serve per tornare quello di prima, ma più Barry si isola, più si convince che la sua possa e debba essere una battaglia privata. Tale convinzione , fortunatamente, viene a sgretolarsi sotto i colpi del primo meta-umano della seconda stagione, Atom-Smasher, grazie al quale, non solo Barry, ma tutto il Team Flash, Joe, Cisco, Caitlin, Iris e Martin Stein, si rende conto che Central City non può essere difesa se non tornano a essere la squadra che erano un tempo e se Barry non si rende conto che solo l’unione fa davvero la forza e solo con i suoi amici di aiutarlo, potrà riuscire ad essere l’eroe che era.

Ma i problemi superati da Barry, non sono l’unico argomento di questa premiere, il ragazzo viene infatti raggiunto dall’esecutore testamentario di Wells, il quale gli consegna un messaggio del dottore, che Barry fatica a decidere di ascoltare. Quando lo farà, grazie anche a Caitlin, il giovane riceverà forse il miglior dono nel quale potesse sperare quando il professore, nel video, confessa di aver ucciso sua madre, rilasciando tutta una serie di dettagli inconfutabili che per mettono a Henry Allen di essere finalmente rilasciato e assolto dall’accusa di aver ucciso la propria moglie. La gioia e la commozione di Barry sono ovviamente indescrivibili, eppure quel momento tanto atteso, acquista subito un sapore dolce amaro quando Henry dice al figlio di voler lasciare la città, perché non vuole che in alcun modo che la sua trovata libertà possa distrarre il figlio dalla sua vera missione, quella di essere l’eroe ed il protettore che è destinato ed essere. Una decisione che, per quanto comprensibile, risulta forse un po’ strana, considerato che il tema della puntata è proprio quello che Barry/The Flash può davvero riuscire nel suo compito solo quando ha a fianco le persone che ama.
A livello narrativo è comunque facile capire il motivo per cui la figura del padre di Barry, ora che è finalmente libero, sia stata allontanata dalla scena, perché probabilmente il rapporto padre/figlio avrebbe rischiato di monopolizzare il personaggio di Barry a discapito di altre relazioni ormai consolidate nello show, come per esempio quella tra il giovane e Joe.

Una bella premiere, ricca di emozioni, che, con un’interessante struttura narrativa, serve quasi più a chiudere la stagione che ci eravamo lasciati alle spalle più che a introdurre quella nuova, anche se, proprio alla fine dell’episodio, vengono presentati due personaggi che avranno certamente un notevole peso in questa stagione: il super cattivo ZoomJay Garrick, arrivato a Central City per mettere in guardia Barry ed il suo Team dai pericoli che gli attendono.