The Flash: recensione dell’episodio 2×23 The Race of His Life

L'ultimo episodio della seconda stagione di The Flash riscrive letteralmente la storia della serie in vista della prossima stagione

Considerato tutto il battage pubblicitario fatto su quanto il finale della seconda stagione di The Flash sarebbe stato emotivamente coinvolgente, mi aspettavo qualcosa di più da questo episodio che, di fatto, comincia a farsi davvero interessante solo negli ultimi minuti.

Ciò che mi lascia maggiormente perplessa è proprio il “geniale,” malefico piano di Zoom, il quale ha trascorso una stagione a dimostrare quanto superiore egli sia a Barry e quanto immensi siano i suoi poteri, tanto da decidere di soggiogare ogni forma di vita ospitata da pianeti che si trovano in una realtà alternativa alla sua, per poi decidere di distruggerli tutti con un solo gesto. La legittima domanda è: perché?
Se il suo scopo era ed è sempre stato stato “regnare su ogni mondo alternativo al proprio,” dopo essere diventato il signore indiscusso di Terra 2, che senso ha ridurre in polvere ogni forma di vita ad esclusione di Terra 1? E’ come se questa decisione finale di Zoom abbia levato ogni senso a tutto ciò che l’uomo ha fatto fino a quel momento.
Inoltre, lo ammetto, ho sempre avuto difficoltà a restare coinvolta di fronte alle minacce vane. Nell’episodio precedente Jay/Zoom aveva appena ucciso Henry di fronte agli occhi del figlio, c’è forse qualcuno, dunque, che ha davvero creduto che Joe potesse essere in pericolo una volta che viene risucchiato dal passaggio dimensionale insieme a Zoom, nel goffo tentativo del Team Flash – privato del suo leader – di sbarazzarsi di lui? Insomma, tutto il piano di Zoom, sembra piuttosto scomposto rispetto alle sue azioni nell’intera stagione.

Flash 2x23

Ovviamente, quando il piano del Team Flash fallisce, Barry torna in gioco e, nonostante la carica di rabbia e dolore, forse i suoi amici avrebbero dovuto dargli maggiore credito considerato come le cose vanno poi a finire, riesce a sconfiggere Zoom una volta per tutte, ma anche in questo caso ho qualche difficoltà a comprendere come sia possibile che tornare nel passato ed usare un doppio di se stessi, che tra l’altro muore nell’impresa, non abbia un immediato effetto nel futuro. La sconfitta finale di Zoom, dopo tutti gli sforzi fatti dal Team Flash per escludere Barry dalla battagli finale, sembra quasi deludente, tanto rapidamente avviene: il piano di Flash si rivela infatti non solo geniale, ma estremamente efficace e, di fatto, il giovane riesce a risolvere la faccenda con incredibile sangue freddo.

Da questo momento in poi, l’episodio si fa decisamente più interessante.
Viene finalmente rivelata l’identità di Iron Mask, che si rivela essere il vero Jay Garrick – questo lo avevano supposto in molti – ma con il volto del doppelganger dell’appena defunto Henry Allen, e questa è la vera sorpresa. Anche per Barry. Per chi temeva quindi, con la morte del padre di Barry, che John Wesley Shipp non trovasse più posto nella serie, gli autori hanno tirato fuori dal cappello il proverbiale coniglio, non solo salvando il personaggio (o quasi), ma facendogli persino indossare il costume di Flash e per chi ricorda l’attore nei panni del supereroe nella serie degli anni novanta, non è affare da poco.

In un’atmosfera di soddisfazione per la vittoria ottenuta, velata di tristezza per i sacrifici costati per ottenerla, Harry e Jesse tornano su Terra 2 assieme a Jay Garrick, che proviene da Terra 3 e che i due promettono di aiutare a tornare a casa. E sebbene sia un dispiacere vedere andare via questi personaggi, si ha la consapevolezza che, senza la minaccia di Zoom, non vi è alcun bisogno di chiudere i passaggi dimensionali tra i diversi mondi e che sicuramente questo non è un addio, ma un arrivederci. Il tutto fino a che Barry non decide di cambiare drasticamente le carte in tavola.
Nonostante la vittoria, è comprensibile che l’umore di Barry non sia dei migliori, ancora una volta il giovane ha perso davvero molto, troppo, nella battaglia per salvare tanti mondi, ma – a differenza di altre volte – è deciso a porre un rimedio e nemmeno il fatto che Iris gli apra definitivamente il proprio cuore gli farà cambiare idea. Barry decide infatti di tornare indietro nel tempo e salvare la madre Nora dalla morte – ed il padre dalla prigione – uccidendo (o semplicemente fermando, la cosa non è chiara) Eobard Thawne.

E adesso?
Incredibilmente gli autori scelgono di azzerare completamente quanto avvenuto fino ad ora nella serie, perché, questa volta, le sue azioni  avranno decisamente delle conseguenze sul futuro. Con Barry che salva la madre cosa accadrà adesso? Con una famiglia tutta sua, sicuramente il suo rapporto con Joe ed Iris cambierà drasticamente: il giovane farà mai parte delle forze dell’ordine? E con Thawne fuori dai giochi, ci sarà mai l’esplosione dell’acceleratore di particelle che ha dato a Barry i propri poteri? Se la risposta è no, Barry li perderà immediatamente? E se così fosse, come farà a tornare nel futuro? Le possibilità sono tante e tali che, nonostante la generale delusione per questo finale, che mi aspettavo essere decisamente più avvincente, le aspettative per la prossima stagione sono improvvisamente aumentate.
Un salvataggio dell’ultimo minuto insomma, ma pur sempre un salvataggio.