True Detective: Matthew McConaughey disposto a fare una nuova stagione

Matthew McConaughey, ospite del The Rich Eisen Show, ha dichiarato che sarebbe felice di tornare ad interpretare il detective Rustin Cohle.

In molti hanno nostalgia di True Detective, soprattutto (o forse solo) quello della prima stagione, considerato come la seconda rispetto a quella magistralmente interpretata da Matthew McConaughey (detective Rustin “Rust” Cohle) e Woody Harrelson (detective Martin “Marty” Hart), sia sembrata un confuso tentativo di ripetere la tempesta perfetta che fu appunto la prima stagione della serie ideata da Nic Pizzolatto.

La buona notizia è che, a quanto dichiarato dallo stesso Matthew McConaughey, ospite del The Rich Eisen Show, anche lui sente una certa nostalgia del coriaceo detective e non gli dispiacerebbe riprendere il ruolo.

Mi manca Rust Cohle, mi manca guardarlo la domenica sera,” ha dichiarato il vincitore del premio Oscar come migliore attore per l’interpretazione in Dallas Buyers Club. Un sentimento che certamente condividono in molti, ma che potrebbe essere difficile realizzare, considerati gli scarsi ascolti della seconda stagione dello show, che hanno portato la HBO a dichiarare che avrebbe concesso a True Detective una terza stagione, solo se Pizzolatto  avesse drasticamente cambiato il modo il suo approccio. Nell’intervista McConaughey ha descritto la sua esperienza sul set, come per esempio la lunghissima scena dell’interrogatorio che si protrae per tutti gli 8 episodi, sia in realtà stata girata in un solo giorno e in 18 ore di lavoro, condividendo anche il metodo con cui è riuscito a memorizzare le 24 pagine di copione. Quando il conduttore ha appunto chiesto all’attore se gli sarebbe piaciuto fare un’altra stagione dello show, McConaughey ha risposto:

Dovrebbe essere il giusto contesto ed il modo giusto, quando ho letto il copione la prima volta, ho capito dopo 20 minuti di poter interpretare quel personaggio, che ero pronto per Rustin Cohle“.

McConaughey non solo ha avuto una nomination agli Emmy per la sua performance nella serie, ma – a quanto dichiara – “ero un uomo felice quando l’ho interpretato per sei mesi, perché ero nella mia personale isola e fortunatamente mia moglie è stata paziente con me“.

All’inizio dell’anno il presidente della HBO, Michael Lombardo, si è preso le sue responsabilità per aver fatto troppe pressioni e Pizzolato imponendogli di scrivere troppo rapidamente la seconda stagione: “Gli ho chiesto di fornirci un altro successo in brevissimo tempo, una sfida molto difficile da vincere, perché non è ciò di cui questo show è fatto. Avrebbe dovuto trovare la sua ispirazione e prendersi il suo tempo e questa è una lezione che anche io ho imparato e un errore che non commetterò di nuovo“.