Once Upon a Time e l’eccesso di maledizioni che colpiscono Storybrooke

Jennifer Morrison, la protagonista della serie più fiabesca delle serie TV difende lo show contro il chiacchierato abuso di maledizioni

Il finale di metà stagione andato in onda domenica 30 novembre ha lasciato i fan in sospeso a causa di una nuova e terribile maledizione lanciata dalla Regina delle Nevi contro la cittadina più maledetta della storia della televisione: Storybrooke.
L’episodio finisce proprio nel momento in cui il terribile maleficio, che ha il potere di mettere tutti i soggetti che ne vengono colpiti gli uni contro gli altri, colpisce la sfortunata cittadina, sollevando non poche chiacchiere sul fatto che, con risultati diversi, questo artificio sia stato forse un po’ troppo abusato dagli autori dello show.

Ci sono state infatti la prima maledizione della Regina Cattiva, che ha catapultato tutti i personaggi delle fiabe nel mondo reale, togliendo la possibilità di far vivere loro il lieto fine e poi quella che ha portato via la memoria di tutti, nella terza stagione, allontanando ancora una volta Emma dai suoi genitori. All’osservazione che è stata sollevata da alcuni che forse questo espediente possa rischiare di essere troppo abusato, nonostante il tema della serie, è stata proprio la star Jennifer Morrison a rispondere, dicendo – in un’intervista a EW – che “le fiabe non sono letterali, sono metaforiche e hanno il compito di rappresentare altre cose.

Per essere realistica nel rappresentare Emma, devo guardare a lei in senso figurato,” ha spiegato l’attrice “io vedo le maledizioni e gli incantesimi e tutte le crisi che ci vengono contro – i mostri di neve e le streghe e tutte queste cose – come una rappresentazione delle situazioni difficili con cui ci scontriamo nella vita: malattie, morte, esami, scontri con le persone che amiamo, la fine di un amore. Tutte queste cose sono, nella realtà, ciò che sono una maledizione o un incantesimo a Storybrooke. Sì, abbiamo un legame per sconfiggere queste cose, ma è lo stesso tipo di legame che una famiglia ha per lottare contro il cancro o affrontare la morte di una persona amata o un congiunto che perde il lavoro o non riuscire ad entrare nella scuola in cui volevi andare.

La Morrison ha anche ammesso però che l’eccesso di maledizioni può far sembrare i protagonisti dei folli per decidere di rimanere nella vessata cittadina “ma sarebbe come dire che siamo dei folli nella vita reale. In quella ti succedono delle cose e tu devi trovare il modo di sopravvivere e affrontarle. Il messaggio dello show è che devi lottare per le persone che ami, perché loro sono le persone che ti staranno al fianco durante queste battaglie. Questo fa parte del fascino dello show. Vale la pena combattere tutti i giorni queste situazioni difficili, esattamente come vale la pena combattere una maledizione a Storybrooke. Sia che l’esito sia positivo o negativo, devi combattere insieme e questo è quello a cui dobbiamo aggrapparci. Questo è l’unico modo in cui io la vedo. Altrimenti, se la prendi in maniera troppo letterale finisci per pensare ‘Beh, questo è davvero da matti’.