Previsioni meteo inverno 2015-2016: grande freddo o inverno mite?

Antonio Sanò, meteorologo fondatore di ilmeteo.it: “Negli ultimi giorni la tesi che sostiene la teoria del Niño è sempre più forte e sempre più valida”

Previsioni che dividono: come sarà l’inverno 2015-2016? Gli esperti non hanno ancora raggiunto un parere unanime sul tipo di inverno che sta per arrivare. Il dibattito si divide tra i sostenitori di una previsione basata sulla teoria del Niño e chi invece appoggia quella di un inverno più mite, con qualche grado sopra la media.

Antonio Sanò: “Negli ultimi giorni la tesi che sostiene la teoria del Niño è sempre più forte e sempre più valida”. A quanto pare sembra vincere la teoria dell’inverno freddo, come sostiene nel suo articolo il meteorologo e fondatatore del sito ilmeteo.it, Antonio Sanò: “Negli ultimi giorni la tesi che sostiene la teoria del Niño è sempre più forte e sempre più valida, poiché corroborata, ovvero rinforzata, da alcuni parametri meteorologici, atmosferici ed oceanici sempre più importanti ed evidenti”.

Sanò passa quindi ad elencare i tre elementi su cui tale teoria si basa ed ha preso forza in questi ultimi giorni:

1) Niño eccezionale: il Niño in atto è in ulteriore rapida intensificazione sull’Oceano Pacifico ed è certo che sarà il Niño più forte mai verificatosi negli ultimi 80 anni e quindi in grado di influenzare pesantemente il clima su tutto l’Emisfero Settentrionale. In particolare gli eventi di Niño sono stati sempre accompagnati da inverni rigidi sulla Scandinavia e Regno Unito, ma anche sul Mediterraneo come il più recente nel 2012 che ha causato nevicate eccezionali sull’Appennino emiliano e la “grande” nevicata di Roma con i disagi per i romani e le polemiche con l’allora sindaco Alemanno;

2) Corrente del Golfo debole: la Corrente del Golfo si è affievolita e quindi le sue tiepide acque non potranno quest’anno mitigare l’inverno nell’Inghilterra e in Normandia;

3) Oceano Atlantico più freddo intorno a 45 gradi di latitudine: in mare aperto è presente da 2 mesi una vasta area di 4000 km quadrati in cui le acque sono più fredde della norma di 2,8 gradi. Le perturbazioni atlantiche attraversando tale superficie marina raggiungeranno l’Europa più fredde della norma.

Secondo i climatologi statunitensi, El Niño sarà nuovamente protagonista il prossimo inverno, e chissà che non arrivi in Italia più forte del 1997. Se prevarrà invece la previsione dell’Ecmwf (European Centre for Medium Range Weather Forecast, organismo intergovernativo europeo), dovremmo aspettarci un inverno più mite, con temperature sopra la media di 1,5/2 gradi e, di conseguenza, con pochi episodi nevosi a quote basse.

Quale teoria prevarrà? Secondo Sanò sono entrambe valide e quindi “possiamo dedurre che all’interno di un periodo invernale mediamente più caldo della norma, saranno probabili, non solo a Dicembre, ma soprattutto intorno nella seconda metà di Febbraio un paio o al massimo 3 episodi nevosi e gelidi dapprima al Nord e poi anche al Centro fino a Roma, causati dal repentino riscaldamento stratosferico polare, con conseguenti colate artiche verso il Mediterraneo, dapprima dal Mar della Groenlandia, e successivamente a Febbraio dagli Urali e dalla Siberia sottoforma di BURIAN, il freddissimo vento siberiano della steppa che, passando attraverso la regione carpatico-danubiana e sfociando sul bacino dell’Adriatico, porta poi a nevicate in Italia”.

(Fonte: www.meteo.corriere.it)

(Immagine: www.ilmeteo.it)