Allarme terrorismo, l’Europa potrebbe schedare i passeggeri

La manovra per la sicurezza dopo gli attentati di Parigi: un piano del'UE potrebbe tracciare i passeggeri in transito nel vecchio continente

Un campanello d’allarme continua a suonare dopo le recenti stragi di Parigi: la sicurezza dei confini europei ha bisogno di nuove regole.

L’evidente falla nei controlli incrociati – che ha permesso l’arrivo dei terroristi coinvolti negli attentati e persino la fuga di uno di questi – ha compromesso ancora una volta un precario equilibrio fra libertà degli euro-cittadini e la loro sicurezza, dando anche il via a considerazioni e strategie in fondo già in discussione dal 2011. L’obiettivo alla fine è sempre quello: non limitare, ma controllare l’accesso ed il percorso dei passeggeri in transito entro i confini d’Europa.

A corollario di questo quindi il PNR, che non sarebbe più solo il codice di prenotazione identificativo finora evidente sui nostri biglietto di viaggio (in aereo o in treno) ma che, in futuro, potrebbe sottintendere un vero e proprio Registro di nomi dei passeggeri, tracciati così nei loro spostamenti o anche negli acquisti di titoli di viaggio, in aggiunta a controlli all’imbarco e all’arrivo negli scali del vecchio continente.

Senza dover rinunciare alle libertà di transito fra le frontiere, si potrebbe arrivare presto ad un documento firmato dai grandi stati membri per rivedere e stabilire nuove regole e soprattutto nuovi controlli.
A favore di questo piano finora, oltre all’Italia (secondo alcune dichiarazioni pubbliche di alcune cariche dopo il corteo a Parigi) anche Regno unito e Germania. Se l’Europa volesse, il provvedimento è solo in stand by , fermo al Parlamento Europeo da qualche anno. Si dovrebbe riprendere e giungere entro poche settimane alla sua firma, stabilendo una minima tracciabilità delle persone per l’incolumità di tutti.

[foto: Firstonline.info]