Conseguenze Brexit, UE senza Regno Unito. Cosa cambia ora?

Il Regno Unito fuori dall'UE. E ora? Quali sono le ripercussioni sull'Europa e in UK? Ecco solo alcune conseguenze per oggi e domani

Brexit, il giorno dopo. Dagli exit-poll è arrivato nella notte il colpo di scena, dopo un inizio che sussurrava “Remain”, un timido testa a testa poi, per giungere infine con le luci del giorno al verdetto che ha separato l’Europa comunitaria dal Regno Unito.

leave bbc brexit uE

Un Tweet della BBC annuncia la vittoria del ‘Leave’

Ci si interroga su quel 51.9% che ha scelto “Leave” – sancito perfino da un’affluenza alle urne del 72,2% di britannici – un risultato che strizza l’occhio ad Olanda e Francia, dove ci sono flussi crescenti di euroscettici – e che provoca su tutto e tutti oltre la Manica delle conseguenze che si snocciolano di ora in ora, di dibattito in dibattito, di aneddoto in aneddoto.

Si consultano agenzie di rating (per di più, americane) per avere qualche indicazione che possa stabilizzare le borse the day after, ma la vera domanda è cosa cambierà da oggi per noi, Europei, con l’uscita del Regno Unito dall’Eurozona?

L’elenco è purtroppo lungo ma possiamo fare solo qualche esempio, solo per imboccare lo scenario che il referendum di ieri ha formalizzato, per tutti e non solo per gli inglesi:

– La sterlina è in caduta libera: le borse hanno già smania di vendere tutto, l’incertezza sui mercati domina e c’è da attendersi qualche contraccolpo sugli indici spread.

– La stabilità economica e politica della quinta potenza del mondo tentenna (James Cameron si è già dimesso) ed i voto espresso nel referendum da Scozia e Irlanda del Nord, opposto rispetto alla maggioranza Brexit di Inghilterra e Galles apre nuovi scenari (si vocifera un nuovo referendum per la scissione della Scozia dal Regno Unito).

– La stabilità commerciale europea è a rischio: con le politiche protezioniste l’esportazione verso i Paesi della Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord costerà di più e calerà il fatturato delle aziende europee che avevano lì i loro primi mercati.

 – Rallentamento generale della crescita in Europa

Un divorzio, si sa, ha sempre dei costi. Ma soprattutto dei tempi: minimo due anni occorreranno perché l’UE chiuda tutte le intese in corso. E intanto, mentre i negoziati per l’uscita formale del United Kingdom fanno così il loro corso, l’intero progetto dell’Unione Europea vacilla sempre più, mentre avanzano le superpotenze del mondo, quelle che domani conteranno nel (e decideranno del) nostro futuro. E noi, sempre più compressi nei nostri confini, sempre più separati da muri e frazionati da sottili ideologie, già orfani di qualche “pezzo grosso” dovremo solo tacere.

[foto: 2duerighe.com / Twitter]