Bodrum, Turchia: la foto choc del bimbo morto fa il giro del mondo

La rotta turca è una delle più affollate di migranti per raggiungere l’Europa. Il bambino è annegato assieme ad altre persone e non c’è l’ha fatta a raggiungere Kos

Migranti in cerca di un posto migliore. Ormai è una lotta continua, quotidiana, contro il tempo e la vita per raggiungere paesi considerati migliori di quello d’origine. I migranti fuggono dalla miseria, dalla guerra, da regimi autoritari in cerca di un lavoro e di libertà.

Ogni giorno il Mar Mediterraneo accoglie tra le sue acque imbarcazioni partite dal Continente africano alla volta dell’Europa che ancora non ha maturato una vera linea comune sul tema dei migranti. E tra queste persone in fuga ci sono anche anziani, donne e bambini che non sempre ce la fanno ad arrivare alla meta predestinata. In queste ore sta facendo il giro del mondo la foto choc del bambino di due anni raccolto sulla spiaggia turca di Bodrum. Da qui era partito per raggiungere l’Europa che, purtroppo, non potrà mai più vedere.

La foto choc. Nell’immagine si vede un agente turco che raccoglie il bambino sulla spiaggia. Il piccolo fuggiva assieme ad altri migranti dalla guerra siriana che incendia il paese da ben quattro anni. Il bambino è stato ritrovato sulla spiaggia, con il volto rivolto sulla sabbia, annegato dopo l’affondamento dell’imbarcazione sulla quale si trovava e che avrebbe dovuto raggiungere l’isola greca di Kos. Con lui sono affogate almeno altre nove persone.

La libertà costa più di 1000 dollari. Dalla Turchia partono sempre più migranti provenienti dalla vicina Siria così come persone provenienti dall’Afghanistan e dall’Africa. Il loro obiettivo è l’ingresso nella Unione Europea dalla porta greca. Per il brevissimo spostamento dalla località turca di Bodrum a Kos sborsano più di mille dollari senza avere la certezza di raggiungere la destinazione. Kos è una delle tante isole greche appartenenti all’arcipelago del Dodecaneso, sita proprio di fronte a Bodrun, l’antica Alicarnasso, a circa 4 km dalla costa.

La domanda da porsi è solo una: è questo il modello di democrazia e di sviluppo che anche noi occidentali vogliamo per il presente e futuro prossimo del mondo?

(Immagine: urbanpost.it)