Gioco d’azzardo: promoter finaziario gioca 9 milioni di euro dei suoi clienti

Una storia che affonda le sue radici nella ludopatia che ha condotto il promoter romagnolo a “bruciare” i soldi di molti dei suoi clienti

Vittima, anzi vittime, del gioco d’azzardo patologico. Definirla ludopatia è forse non corretto, anche perché di primo acchitto, non dà l’idea di cosa si stia realmente parlando, ovvero di gioco d’azzardo patologico. Dal 2012, con il DDL 13/9/2012 n. 158 (art. 5), il Ministero della Salute ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da questa patologia. Una cosa seria che colpisce molte persone, tra cui affermati professionisti come il promoter romagnolo di 61 anni che ha speso i soldi dei suoi clienti, persone che riponevano in lui la massima fiducia, al Casinò oltre che in viaggi e auto di lusso. Risparmi per un valore complessivo di ben 9 milioni e 400mila euro.

La notizia è stata riportata dall’Adnkronos: in lacrime ha raccontato la verità. Le indagini della Guardia di Finanza si sono concluse ma tutto è iniziato lo scorso marzo, quando il promoter V.S., originario di San Piero in Bagno, si era presentato in lacrime alla sede del Comando di Forlì per confessare tutto prima di un gesto estremo. L’uomo aveva paura a rientrare in casa perché troppa era la paura e la vergogna per quanto commesso. Si è recato dalle Fiamme Gialle per raccontare tutto ed è cosi che sono partite le indagini dirette dal sostituto procuratore Filippo Santangelo della locale Procura della Repubblica. Indagini che si sono concluse con la notifica dell’avviso di fine indagini preliminari che porterà al rinvio a giudizio.

Come si sono svolti i fatti? Il promoter, come riporta l’agenzia, aveva chiesto aiuto ai militari “per la sua irrefrenabile spinta verso il gioco d’azzardo e distrutto dai sensi di colpa per aver tradito la fiducia di tutti i suoi clienti, soprattutto parenti e amici. La stessa moglie del promotor, ignara della patologia del marito, era stata informata telefonicamente da questo davanti ai finanzieri”. Per prendere possesso di svariati milioni ha ingannato i suoi clienti producendo egli stesso la documentazione attestante gli investimenti e falsificando i loghi di note società finanziarie, che poi inviava a mezzo posta ai clienti. Solo i primi investitori sono riusciti a riottenere il capitale e gli interessi maturati, che il promotore riconosceva anche al 20% delle somme investite, al solo fine di alimentare la sua fama ed il passaparola.

Le persone truffate sono settanta, anche familiari. Si va da imprenditori, commercialisti, notai, avvocati e gente comune. Tra i truffati, ironia della sorta, anche una pensionata di 71 anni della provincia di Arezzo, il cui marito era stato docente di ragioneria proprio del promotore finanziario, e che a lui aveva affidato circa 730mila euro. A finire nei gangli della malattia del promoter anche alcuni suoi familiari, come nel caso del cognato, che ha visto svanire nel nulla i circa 600mila euro affidati al promotore per investirli a nome delle figlie, nipoti del professionista. L’intera storia è pubblicata al seguente link

(Immagine: ilmediano.com)