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Michael Jackson: confermata la condanna per il medico

LaRedazione
16 gennaio 2014
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Conrad Murray

Conrad Murray, il medico di Michael Jackson condannato per omicidio involontario a quattro anni di detenzione nel novembre del 2011, ha visto la sua condanna confermata dalla Corte d’Appello della California.

Murray venne condannato nel novembre del 2011 in quanto ritenuto colpevole di aver causato, seppur involontariamente, la morte di una delle più grandi stelle della musica del Novecento.

Gli avvocati di Murray avevano però fatto ricorso, chiedendo la riapertura del processo e l’assoluzione per il loro cliente. La tesi della difesa per dimostrare l’innocenza di Conrad Murray si basava sul fatto che le prove contro il medico erano insufficienti e che, in ogni caso, il dottore non aveva nessuna responsabilità del fatto che Jackson avesse ingerito una dose eccessiva e mortale di medicinali.

Il tribunale aveva parzialmente accolto la tesi della difesa, permettendo a Conrad Murray di uscire di prigione durante l’autunno del 2013, assolvendolo per insufficienza di prove.

La Corte d’Appello della California ha però riesaminato il caso dopo un ulteriore appello presentato dalla famiglia di Michael Jackson, riconoscendo la colpevolezza di Conrad Murray e confermando la pena detentiva di quattro anni.

Ora il medico dovrà tornare dietro le sbarre per scontare quel che resta della sua pena (poco più di due anni di carcere). La pubblica accusa della Corte d’Appello della California ha sostenuto che Conrad Murray ha reso dichiarazioni false alla polizia e ai magistrati. Una prova lampante della colpevolezza del medico personale di Michael Jackson sarebbero i suoi sforzi per pulire la camera, cancellando tracce ed eliminando possibili prove prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Secondo la pubblica accusa, Conrad Murray avrebbe provveduto a ripulire l’abitazione in quanto si sarebbe sentito direttamente responsabile della morte del suo paziente, Michael Jackson. I giudici hanno considerato valide le ragioni del pubblico ministero e hanno quindi confermato la condanna al medico.

Michael Jackson, una delle più grandi icone della musica pop della storia, morì nella sua casa di Los Angeles (California – Stati Uniti) il 25 giugno del 2009.
Il decesso venne causato da un’overdose di propofol, un particolare tipo di anestetico chirurgico che il dottor Conrad Murray, medico personale dell’artista, gli prescriveva e somministrava per permettergli di dormire e di riposare tranquillamente.

La Corte d’Appello della California ha confermato la condanna per il medico di Michael Jackson, Conrad Murray, che ora dovrà tornare dietro le sbarre per scontare quel che resta della sua pena detentiva di quattro anni, alla quale venne condannato nel novembre del 2011.

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