Cos’è l’Italicum e cosa cambia con la nuova legge elettorale

Come si articola la nuova riforma elettorale dell'Italicum, cosa prevede di cambiare e che tipo di ripercussioni potrebbe avere per i prossimi governi

Il dibattito politico di questi giorni è sull’Italicum, un argomento che resta in primo piano poiché in piena fase di approvazione. Si tratta di un provvedimento che potrebbe aprire nuovi scenari nei meccanismi complessi della politica e forse, in prospettiva, nell’assetto bicamerale attualmente in vigore. Ecco i dettagli per capire cos’è e come funziona.

Di che si tratta

E’ un sistema elettorale di tipo maggioritario: riconosce al partito che ottiene almeno il 40% dei voti nelle elezioni politiche nazionali una forza politica sufficiente a governare, rendendo quindi ogni legislatura più stabile.

Dove è applicato

Il nuovo sistema elettorale Italicum è stato pensato per le elezioni politiche che servono a costituire i seggi alla Camera. Pertanto restano indipendenti dalle modalità di riforma del Senato che non sono ancora state discusse dal Governo ma in futuro probabile oggetto di modifiche.

Come funziona

Il sistema prevede un doppio turno: alla prima consultazione uno schieramento può ottenere la maggioranza del 40% rispetto agli altri ed è quello che vince da subito quindi le elezioni; se nessuno invece raggiunge tale soglia sin dal primo turno, i due schieramenti che ottengono più voti si incontrano in un secondo confronto elettorale (ballottaggio).
O al primo o al secondo turno, quel partito che raccoglie la maggioranza dei consensi guadagna anche il 55% dei seggi alla Camera, una strategica soluzione per “avere i numeri” anche durante il Governo dello stesso partito e garantire stabilità al Paese, secondo quanto auspicato dal Governo in carica che ha proposto l’Italicum. Vincendo al secondo turno, uno schieramento può raggiungere al massimo il 53% dei seggi alla Camera. Per ottenere un seggio alla Camera, la soglia minima invece (detta di sbarramento) è quella del 3% sui voti complessivi.

I capilista ed i collegi

Tra il primo turno ed il secondo, si possono creare coalizioni fra i partiti per ottenere in ogni caso il premio di maggioranza. In tal caso, i rispettivi candidati possono essere capilista di più collegi fino ad un massimo di 10 collegi (sul territorio nazionale si individuano 100 collegi in tutto) e ottenere automaticamente il seggio alla Camera in caso di vittoria della lista.
Dal secondo candidato in lista in poi, valgono invece le preferenze degli elettori per posizionare o meno a Palazzo Chigi ciascun nome fino al raggiungimento della soglia di seggi disponibile per il partito in proporzione ai voti ottenuti sul totale.

Le quote rosa

Alcune regole cercano di garantire l’accesso paritetico alle donne fra i seggi alla Camera ma nulla effettivamente ne garantirebbe il risultato. Nell’Italicum infatti, si prevede di dare una rappresentanza ad entrambi i sessi non superiore al 50%. Nella successione interna poi delle liste, nessun genere potrà essere presente consecutivamente per più di due volte, mentre in fase di votazione, l’elettore può esprimere due preferenze ma necessariamente di sesso diverso (pena nessun voto assegnato alla seconda preferenza).

Da quando entrerà in vigore

Se nelle votazioni di questi giorni verrà approvata la manovra che riforma il sistema elettorale, l’Italicum entrerà in vigore a partire dal luglio del 2016.

 

[Foto: www.linkiesta.it]