Legge di Stabilità: le novità per famiglie e imprese

Tutte le novità previste per famiglie, imprese, patronati ed enti pubblici contenute nella legge di stabilità per il nuovo anno

L’approvazione definitiva della legge di stabilità è prevista tra oggi e domani. Il testo è ora alla Camera per l’ultimo sì. Vediamo intanto quali misure contiene per famiglie, imprese, enti pubblici e patronati.

Famiglie:

–       Bonus 80 euro. Confermato anche per il 2015 il bonus degli 80 euro per i lavoratori dipendenti. Il bonus non si estenderà ai pensionati e ai lavoratori autonomi e non contribuirà alla formazione del reddito;

–       Bonus bebé. Dal 2015 viene introdotto il bonus bebé, di berlusconiana memoria, ovvero un assegno di 960 euro all’anno per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. La platea dei destinatari è ampia visto che per l’ottenimento del bonus bisogna avere un Isee che non superi i 25 mila euro annui;

–       Aliquote Imu e Tasi. La quota rimarrà la stessa del 2014, in attesa che il governo elabori una tassa comunale unica. Il livello massimo di imposizione della tassa resta del 2,5 per mille;

–       Canone Rai. Il costo di mamma Rai rimane uguale anche per il 2015;

–       Tfr in busta paga. I lavoratori privati che vogliono usufruire sin da subito della liquidazione, dal 1 marzo al 30 giugno 2015, potranno ricevere le quote del trattamento di fine rapporto (tfr) in busta paga.

Imprese, patronati, enti pubblici:

–       Irap sù, costo del lavoro giù. L’Irap sale al 3,9 per cento ma con la deducibilità del costo del lavoro per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato. Per gli imprenditori che non hanno dipendenti c’è un credito d’imposta compensativo;

–       Incentivi disabili. Proseguono gli incentivi per le assunzioni di persone disabili previsti dalla legge 68 del 1999. Previsti 20 milioni per finanziare misure di promozione per il loro inserimento nel mercato del lavoro;

–       Regime minimo. Si potrà utilizzare tale regime per i redditi cumulati fino a 20.000 mila euro;

–       Patronati. Taglio per il 2015 anche per i patronati ai quali si riducono le risorse per 35 milioni di euro;

–       Partecipate. Le società partecipate di piccole dimensioni verranno accorpate o chiuse;

–       Personale in esubero delle province. Si parla di ricollocazione per due anni nei comuni, regioni o uffici pubblici e per i successivi due anni di cassa integrazione.

(Immagine: www.intelligonews.it)