Riforma delle istituzioni: è la settimana decisiva

La riforma delle istituzioni entra nella sua settimana decisiva, si inizia oggi 30 giugno

Le riforma delle istituzioni entra nella sua settimana decisiva. Si parte oggi 30 giugno e fino a venerdì prossimo sarà un susseguirsi di discussioni, esami, ddl, emendamenti e subemendamenti ai testo di riforma. Nel pomeriggio la commissione Affari Costituzionali al Senato prenderà in esame 600 emendamenti presentati al ddl del governo sulle riforme istituzionali. I punti più caldi e controversi sono senza dubbio l’immunità da assegnare ai componenti del nuovo Senato e la loro elettività.

In casa Pd, Renzi si prepara ad accogliere per consultazioni gli esponenti di Forza Italia, Movimento 5 Stelle necessari per trovare una sintesi con le opposizioni e richiamare all’ordine i senatori dissidenti all’interno del Pd.

Anche Berlusconi si prepara a parlare con i suoi. Giovedì prossimo l’ex premier incontrerà i suoi deputati e senatori, l’obiettivo è  spiegare a tutti i parlamentari che non vogliono votare il testo Boschi, che arrivati alla situazione attuale non ci sono alternative a un voto favorevole. Gli aspetti più controversi della riforma delle istituzioni sono quelli riferiti al Senato elettivo. “Il patto del Nazareno prevede una elezione di secondo grado – afferma il capogruppo azzurro Paolo Romani – ma molti senatori, anche di Forza Italia, vedrebbero meglio l’elezione diretta e io stesso ho presentato un emendamento in questo senso perché è giusto rappresentare tutte le posizioni. Sarà l’Aula a decidere, ma è dalla maggioranza che dovrà partire la richiesta di elezione diretta”.  Altri nodi riguardano il diritto all’immunità dei senatori, il numero dei parlamentari, l’elezione del Capo dello Stato, e la riforma della Giustizia. Quest’ultima però slitterà sicuramente a dopo l’estate, la priorità per Renzi è arrivare al voto sul Senato prima della pausa estiva.

[foto: ilsecoloxix]