Riforma giustizia, responsabilità civile dei magistrati: cosa cambia con la nuova legge

Cosa cambia per le toghe? Tutti i provvedimenti approvati

Arrivano molte novità per i magistrati italiani, dopo l’approvazione del testo alla Camera: la responsabilità civile, l’innalzamento della soglia economica di rivalsa fino a metà stipendio del magistrato, il superamento del filtro e l’obbligo di azione in caso di negligenza grave. Il testo va a riformare la legge Vassalli varata quasi venti anni fa.

Le novità del testo approvato:

Responsabilità indiretta. A risarcire direttamente per danni che rientrano nella cosiddetta “malagiustizia” sarà lo Stato che potrà, successivamente, rifarsi anche sul magistrato. L’azione risarcitoria da parte di un cittadino colpito da un danno ingiusto, si potrà esercitare esclusivamente nei confronti dello Stato.

Soppressione del filtro. Non ci saranno più controlli preliminari circa l’ammissibilità della domanda di risarcimento contro lo Stato. L’attività di filtro, che consiste nella verifica dei presupposti e nella valutazione dell’infondatezza della domanda, viene così cancellata.

Obbligo di rivalsa. L’azione di rivalsa dello Stato diventa obbligatoria e il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna nel caso di diniego di giustizia o quando la violazione è stata determinata da dolo o negligenza inescusabile. Quanto all’entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l’azione risarcitoria è però totale.

Confini della colpa grave. Vengono ridefinite e integrate le ipotesi di colpa grave. Oltre che per l’affermazione di un fatto inesistente o la negazione di un fatto esistente, scatterà la colpa grave in caso di violazione manifesta della legge e del diritto comunitario e in caso di travisamento del fatto o delle prove. Colpa grave sarà anche l’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale al di fuori dei casi consentiti dalla legge o senza motivazione.

Travisamento fatto o prove. I lavori parlamentari, richiamandosi a un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma, hanno chiarito come il ‘travisamento’ rilevante ai fini della responsabilità civile del magistrato sia unicamente quello macroscopico ed evidente, tale da non richiedere alcun approfondimento di carattere interpretativo o valutativo.

Clausola di salvaguardia. Viene ridelineata la portata della ‘clausola di salvaguardia’: pur confermando che il magistrato non è chiamato a rispondere dell’attività di interpretazione della legge e di valutazione del fatto e delle prove, si escludono espressamente da tale ambito di irresponsabilità i casi di dolo, di colpa grave e violazione manifesta della legge e del diritto della Ue.

(Immagine: www.tgcom24.mediaset.it)