Riforma pensioni Governo Renzi 2015: novità ritiro anticipato

In tema di riforma delle pensioni, il Governo Renzi aveva indicato nel mese di giugno 2015 un momento cruciale per fare chiarezza, in particolare sul ritiro anticipato

Sono trascorsi solo pochissimi giorni dalle elezioni, ma Renzi è subito tornato ad occuparsi di pensioni, uno degli argomenti che sta maggiormente impegnando il premier negli ultimi mesi. A rendere ancora più “calda” la questione è stata la partenza, dal primo di giugno, del pagamento mediante assegno di coloro che hanno diritto alle prestazioni Inps. Da questo punto di vista, i prossimi mesi potrebbero risultare cruciali, in quanto la sperimentazione vedrà rientrare tra i beneficiari anche i dipendenti pubblici e le altre categorie per ora escluse dal provvedimento.

Si tratta di un passo importante, che è riuscito a convincere diverse persone scettiche sui reali interessi del Governo in materia, che hanno dovuto ricredersi di fronte all’effettiva volontà di trovare una soluzione sulle varie questioni aperte. Ora l’attesa si è focalizzata sul ritiro anticipato dal mondo del lavoro.

L’idea del Governo sembra essere quella di provare a portare ad una revisione della legge facente parte del decreto “Salva Italia”, entrata in vigore a fine 2011. A confermare tale possibilità è stato il ministro dell’Economia Padoan che, finora, era stato uno dei più indecisi in merito alla riforma delle pensioni, soprattutto a causa dell’esistenza di vincoli di spesa e di bilancio. La sua paura era il giudizio da parte delle istituzioni europee su un’eventuale manovra eccessivamente costosa. Si sta pensando, in particolare, a delle misure che permettano una maggiore flessibilità in fase di uscita, da conseguire probabilmente attraverso una leggera riduzione dell’importo dell’assegno pensionistico. Questo per cercare di favorire le ultime generazioni nella ricerca dell’occupazione. Lo stesso Padoan ha comunque voluto sottolineare come questo potrebbe comportare un costo notevole dal punto di vista dei conti pubblici.

Di conseguenza, sarà necessario pensare a come redistribuire tale costo. In pratica, le parole del ministro dell’economia non fanno che confermare quanto già indicato da Boeri non molte settimane fa. Quest’ultimo aveva voluto esprimere la sua idea in merito al ritiro anticipato, ossia quella che il prepensionamento sarebbe stato concesso a coloro che si dimostrano piuttosto “smaniosi” di lasciare il mondo del lavoro, ma solo considerando qualche rinuncia sul piano economico.

Ora, stabilite le indicazioni generali, è arrivato per Renzi il momento di mettere su carta quanto indicato dai suoi uomini. Di certo la questione non è destinata a risolversi in tempi brevi, anche perché bisognerà valutare la reazione di è coinvolto nelle manovre. Intanto, comunque, un piccolo passo avanti sul tema del ritiro anticipato è stato fatto, ma la riforma delle pensioni prevede molti altri aspetti ancora da discutere e questioni da risolvere.