Riforma pensioni Governo Renzi: novità e ipotesi di modifica per il 2015

Il nuovo anno porterà diversi cambiamenti anche per quanto riguarda il sistema pensionistico italiano. Tante le novità al vaglio del Governo

Dopo la riforma dell’articolo 18 e l’introduzione del jobs act altre novità attendono i lavoratori italiani. Questa volta sotto la lente d’ingrandimento del Governo, guidato dall’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, passano le norme sulle pensioni.

Il premier punta a integrare la tanto contestata riforma Fornero e ad introdurre nuove regole. La prima novità sta nella cancellazione delle penalizzazioni per i lavoratori che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni di età, avendo maturato l’anzianità contributiva.

Altra novità della riforma, targata Renzi, sarà costituita dall’Asdi. Un acronimo dentro il quale si nasconde una forma di ammortizzatore sociale. Allo studio dei tecnici del Ministero del Tesoro e dell’Inps anche regole per la riforma contributiva rosa. L’intento è quello di permettere alle donne lavoratrici sia autonome che dipendenti di andare in pensione prima.

Novità che restano in attesa di conferma e che prima di essere tali dovranno passare per le aule parlamentari. Tutte concordi per ora sembrano essere le forze politiche e i sindacati sul freno posto dal Governo alle pensioni d’oro. Con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre, a firma del ministro Pier Carlo Padoan, dal 1 gennaio del 2016 per raggiungere l’agognata pensione ci vorranno quattro mesi in più.

Per i lavoratori maschi la pensione scatterà dunque a 66 anni e 7 mesi, per le lavoratrici donne il limite scatterà al raggiungimento dei 66 anni ed 1 mese di età. Novità che riguardano chi un lavoro lo ha da tempo.

Ai lavoratori giovani, al popolo delle partite iva come sottolineano gli esperti resta, per ora, da sperare nella crescita del Prodotto interno lordo o altrimenti ricorrere alla formula delle pensioni integrative o a quella della contribuzione volontaria. Dai giudici della Corte dei Conti arriva lo sprono al governo in carica nel far riacquistare fiducia nel sistema previdenziale nazionale. Fiducia che secondo le toghe della magistratura contabile gli italiani hanno perso a seguito delle tante riforme previdenziali fatte negli ultimi anni.

Moniti su cui è chiamato a riflettere il premier Matteo Renzi che nell’augurare il buon anno agli italiani ha sottolineato come il 2015 sarà il tempo di un fisco e di una giustizia nuovi.