Tragedia Germanwings: “il copilota voleva distruggere l’aereo”. Ecco chi era Andreas Lubitz

Andreas Lubitz era il copilota tedesco al comando dell'Airbus A320. Ecco chi era e cosa ha fatto negli ultimi 30 minuti del volo Germanwings

Andreas Lubitz, 28 anni era copilota dell’Airbus A320 della Germanwings schiantatosi martedì mattina in Provenza. Non avrebbe mostrato alcun segno di nervosismo al comando prima dell’impatto, né avrebbe lanciato alcun May Day come da prassi in situazioni di emergenza.

Una respirazione regolare mentre, solo in cabina per una temporanea assenza del comandante, ha azionato volontariamente il comando di discesa (in netto anticipo sulla tabella di marcia) con manovre assolutamente manuali. Non solo.

Non ha risposto agli appelli del collega che chiedeva di rientrare in cabina dopo la sua momentanea assenza (per necessità fisiologiche) e non ha dato peso alle numerose segnalazioni elettroniche che avvertivano dei repentini cambiamenti di quota (da 12 mila metri a 2000 metri, in 8 tragici minuti). Tutto restando vigile e con respiro regolare fino all’impatto contro le montagne.

La prima scatola nera del volo Germanwings Barcellona-Dusseldorf recuperata e analizzata ieri pomeriggio

La prima scatola nera del volo Germanwings Barcellona-Dusseldorf recuperata e analizzata ieri pomeriggio

Secondo la ricostruzione del procuratore Brice Robin in conferenza stampa oggi a Marsiglia, la scatola nera rivelerebbe i fatti sui primi ed ultimi 30 minuti del volo Barcellona-Dusseldorf: per Brice, Lubitz avrebbe agito con “…l’intenzione di distruggere l’aereo.”

Ma chi era Andreas Lubitz?

Di nazionalità tedesca e con 630 ore di volo al suo attivo (contro le oltre 6 mila ore di volo del comandante, Patrick Sonderheimer, anch’esso di origine tedesca), proveniva da Montabaur, cittadina della Renania in Germania, dove viveva ancora con i genitori ignari fino a ieri (secondo i media francesi) che fosse loro figlio al comando del volo maledetto. Andreas Lubitz è entrato in equipaggio operativo dopo un regolare addestramento alla Lufthansa Flight School nel settembre 2013, ha svolto il suo percorso formativo di routine ma è anche entrato nel prestigioso database della FAA Airmen Certification. L’autunno scorso, aveva anche preso il brevetto di pilota di aliante.

Al momento non si può spiegare ancora il gesto volontario del copilota di condurre 150 persone alla morte ma – per Brice Robin – non si può parlare di suicidio, semmai di omicidio volontario. Quello che il procuratore sottolinea è però soprattutto che, stando ai fatti rivelati dalle indagini finora, non si può parlare nemmeno di attentato terroristico, in attesa di conoscere anche la verità sui dati tecnici che solo la seconda scatola nera – ancora dispersa – potrà rivelare sul tragico incidente del volo Germanwings.

[foto: Repubblica.it /Telegraph.co.uk]