Chi ha vinto le elezioni 2013, i risultati finali

Italia spaccata, divisa sui voti e su chi mandare al Governo: questo è il risultato delle elezioni politiche che si sono tenute il 24 e 25 febbraio 2013 e che hanno restituito l'immagine di un Paese difficile, scettico, alla deriva e intenzionato a non voler farsi guidare da nessuno.

Dopo una giornata di instant ed exit poll sbagliati che assegnavano la vittoria al centrosinistra, le rettifiche per via delle proiezioni che invece davano la vittoria al centrodestra e una lotta all'ultima scheda che si è conclusa ieri notte intorno all'1 alla fine si è registrata una vittoria di misura del centrosinistra alla Camera che consente alla coalizione di Bersani di ottenere il premio di maggioranza e un Senato ingovernabile visto che i voti si sono divisi quasi equamente e a cui vanno sommati ancora i 12 seggi provenienti dall'estero che comunque non modificherebbero la situazione a livello di numeri.

Questa la situazione alla Camera:

CENTROSINISTRA: ottiene il 29.54% dei consensi, ovvero 10 milioni e 47.507 voti. Premio di maggioranza di 340 seggi.
MOVIMENTO 5 STELLE: ottiene il 25.5% dei consensi ovvero 8 milioni e 688.545 voti, è il il primo partito di Montecitorio e si aggiudica 108 seggi.
CENTRODESTRA: ottiene il 29.18% delle preferenze con 9 milioni e 923.100 voti e 124 seggi
MONTI: ottiene il 10.5% con 3 milioni 591.560 voti e 45 seggi.

Questa la situazione al Senato:

Per quel che riguarda le coalizioni i seggi sono così ripartiti:

CENTROSINISTRA: 119 seggi
CENTRODESTRA: 117 seggi
MOVIMENTO 5 STELLE: 54 seggi
MONTI CON L'ITALIA: 18 seggi

Per quel che riguarda i singoli partiti i seggi sono così ripartiti:

PDL: 98 seggi
LEGA NORD: 17 seggi
GRANDE SUD: 1 seggio
PD: 105 seggi
SEL: 7 seggi
LISTA CROCETTA: 1 seggio

Secondo i dati del Viminale, alla Camera le schede bianche sono state 395.286 e quelle nulle 871.780 mentre 1.951 le schede contestate e non assegnate; al Senato le schede bianche sono state 369.301 (1,16%), quelle nulle 762.534 (2,40%) e le schede contestate e non assegnate 1.970.

Dalle elezioni è evidente che a vincere non è stato nessuno ma che sicuramente Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle sono la sorpresa di questa tornata elettorale e che la maggioranza al Senato rende questa forza un elemento imprescindibile del prossimo Governo con tutte le incognite del caso; perde decisamente Mario Monti che nonostante abbia dichiarato di essere soddisfatto non puo' essere di certo contento di aver raggiunto a malapena il 10% dopo il grande salto in politica così come perdono, ed escono dal Parlamento (o non entranno affatto), tra gli altri, Ingroia, Gianfranco Fini, Ilaria Cucchi, Antonio Di Pietro, Italo Bocchino, Giulia Bongiorno, Francesco Storace e Raffaele Lombardo più tanti che ancora sperano nel ripescaggio.

Evidente anche la forza di Berlusconi che, per quanto valgono i sondaggi, ha recuperato terreno e ha in qualche modo dettato l'agenda politica agli altri leader anche se adesso ci si chiede se davvero Alfano, che in pratica è l'unico candidato premier del centrodestra, riuscirà ad essere credibile; nonostante i numeri gli diano, seppur per poco, ragione è sconfittissimo Bersani che non è riusciuto ad ottenere lo sperato 40%, che si accontenta di una maggioranza risicata, che non ha aumentato la sua base di elettori e anzi ha perso anche quello che aveva (nel 2008 Verltroni prese più voti) e che probabilmente dovrà rivedere la sua posizione e le sue strategie.

A questo punto si apre una situazione complicatissima che vedrà nel Presidente della Repubblica un personaggio fondamentale per sbrogliare la matassa e formare il Governo oppure, se non ci saranno le condizioni, per indire nuove elezioni che potrebbero però indebolire ancora di più il nostro Paese agli occhi del mondo, che già ci vede come la potenziale seconda Grecia.

Il debolissimo centrosinistra non avendo la maggioranza assoluta al Senato per governare dovrà dunque allearsi col centrodestra oppure cercare un accordo con il Movimento di Grillo che però ha già fatto sapere di non essere disponibile ad inciuci; se si alleasse con la Scelta Civica di Mario Monti la situazione non cambierebbe.