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16 Dec

Presidenti di Regione più amati dalle donne [RETTIFICA]

Gianfranco Mingione - 12 febbraio 2014
Gianfranco Mingione
12 febbraio 2014
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*ARTICOLO RIMOSSO* – LE PRECISAZIONI DELLA REDAZIONE

 

In merito al mio precedente articolo pubblicato in data 10 febbraio 2014, dal titolo “Sondaggi: chi sono i Presidenti di Regione più amati dalle donne?” tengo a precisare che il sondaggio non è stato in alcun modo svolto da noi di DGmag. Il sondaggio in questione è stato inviato (non richiesto, né commissionato), tramite posta elettronica, da una fonte che è solita inviare comunicati stampa e sondaggi riguardanti prettamente il mondo del gossip e dello spettacolo. Come redazione, avevamo scelto di rilanciarlo, nonostante la fonte non fosse così autorevole, perché consideravamo il ristretto panel di confronto e la frivolezza dell’argomento come motivi sufficienti per ritenerlo di per sé un qualcosa di leggero, oltre che divertente, per i nostri lettori.

Tuttavia, dati il clamore suscitato in diversi organi di stampa che avevano ripreso la notizia (e che, a nostro parere, in alcuni casi, caricavano di troppo significato un articolo che voleva avere tutt’altra valenza) e i dubbi dovuti alle ripetute segnalazioni giunteci in redazione, abbiamo deciso di andare a fondo e di verificare, tramite i mezzi a nostra disposizione, che la fonte effettivamente non era attendibile.

Sulla base di ciò, abbiamo deciso di togliere subito detto articolo dal sito e di richiedere un’immediata precisazione all’Ansa che lo aveva rilanciato.

Abbiamo altresì scoperto che, negli ultimi mesi non siamo stati le uniche vittime di comunicati del genere che, molto probabilmente, sono riconducibili al solito fantomatico mittente: “Andrew Destro”.

Da parte nostra intendiamo chiedere scusa ai nostri lettori per la messa online del comunicato. Se c’è stata leggerezza, è stata commessa in buona fede, e siamo fiduciosi che questo ci venga riconosciuto. Garantiamo comunque che in futuro non accadranno più episodi del genere.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur”.

Ci auguriamo anche che l’artefice, sia esso dello scritto o il suo committente, non ripeta più lo stesso errore, perché se così fosse, non gli concederemo né una seconda, né una terza possibilità di trovare spazio sul nostro magazine.

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