Riforma pensioni Governo Renzi, ultime novità: tutto rinviato al 2016?

Molto probabilmente ci sarà soltanto un mini intervento per disoccupati over 55 ed esodati, slittando così al 2016 il tema della flessibilità generale in uscita

Riforma rinviata al 2016? Il governo e il premier parlano spesso di pensioni e di un’eventuale riforma del sistema Fornero che possa garantire maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori. La questione sembra prioritaria ma, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sta valutando con i tecnici del ministero se sia davvero possibile partire già da quest’anno con relative misure da attuare per l’introduzione della flessibilità in uscita. Il premier Matteo Renzi riuscirà a varare il pacchetto pensioni con la Legge di Stabilità o rimanderà tutto al prossimo anno?

Proposte senza oneri per le casse pubbliche. Tutto ruota attorno ai conti pubblici e alla volontà di varare provvedimenti che non rappresentino un ulteriore costo per le casse dello Stato. La flessibilità, se ci sarà, dovrà essere a costo zero. Così facendo tramonterebbero le varie proposte fatte sinora come quota 97, quota 100 e quota 41 per i precoci proposta dal presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano. E chi si farebbe carico degli eventuali oneri da sostenere per permettere ai lavoratori di lasciare prima il loro posto di lavoro?

Via prima con il prestito pensionistico. Intanto continuano a girare voci su eventuali ipotesi e, in ultimo, è rispuntata quella del prestito pensionistico pagato dalle aziende. Tale soluzione però avrebbe costi alti sia per le imprese che per i lavoratori, con questi ultimi chiamati a restituire all’azienda parte dell’anticipo ricevuto una volta andati in pensione.

I tecnici pensano alla riduzione dell’assegno per chi va via prima. In alternativa ci sarebbe l’ipotesi elaborata dai tecnici di Palazzo Chigi e relativa all’uscita a 63 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi e una riduzione dell’assegno pensionistico di circa il 12 per cento, il 4 per cento per ogni anno di anticipo. Resta da vedere quale delle ipotesi al vaglio verrà presa in esame e se inserita nella prossima legge di Stabilità, insieme ad un più ampio disegno di revisione della previdenza pubblica obbligatoria, in una legge Delega collegata alla manovra e presentata così entro il 2015.

(Immagine: pensioni.manageritalia.it)