Riforma ticket sanitari: cosa cambia da novembre

Patto per la Salute. Questo è il nome dell'accordo tra Governo e Regioni per una profonda riforma dei ticket sanitari

La riforma del sistema sanitario nazionale procede a ritmo serrato, per cercare di rispettare la data stabilità nelle scorse settimane, la fine di novembre. Il Governo mette dunque mano alla salute, in attesa di capire se la salute in questione sia solo quella dei cittadini o anche (e forse soprattutto) quella del sistema sanitario stesso.

A dare un’idea del bisogno di tagliare la spesa per la sanità e lo stesso Ministero della Salute, che tramite la Direzione generale del sistema informativo e statistico snocciola una serie di dati riguardanti le esenzioni dal ticket. Dall’indagine emerge come in media quasi il 70% del totale delle celebri “ricette rosse” di specialistica ambulatoriale sia effettuata in regime di esenzione.

Un valore ottenuto incrociando picchi come Campania (86% di esenzioni), Calabria (84%), Puglia (82%) e Sicilia (80%) ad aree a più basso tasso di esenzione, come il Trentino Alto Adige con il suo 53% sul totale. Sono proprio queste percentuali a far scattare un campanello d’allarme, soprattutto analizzando come, all’interno delle ricette esenti da ticket, una percentuale tra il 40 e il 60% goda di esenzione per motivi di reddito.

Il Patto per la Salute prevede quindi una rimodulazione del regime di esenzioni. Una delle novità più importanti riguarderà la necessità di compilare il modello ISEE per godere delle esenzioni da reddito. Non basterà più, quindi, la semplice autocertificazione. I dati contenuti nell’ISEE, e memorizzati nel database del sistema sanitario nazionale, costituiranno la base di partenza sulla quale decidere ad personam le esenzioni.

Per l’acquisto dei farmaci, il Governo ha allo studio quattro nuove fasce: la R1 da 0 a 36.151 euro e 98 centesimi, la R2 per redditi da 36.151 euro e 99 fino a 70mila euro, la fascia R3 da 70.001 euro fino a 100mila euro, mentre l’ultima, la R4, accoglierà chi dichiara redditi superiori a 100mila euro. Il nuovo sistema di determinazione dell’esenzione prenderà in maggior considerazione anche la situazione familiare. Il piano di riforma potrebbe inoltre stabilire un tetto massimo di spesa esigibile sulle prestazioni specialistiche, oltre il quale scatterebbe l’esenzione.

Questo tetto massimo dovrebbe essere progressivo, gravando quindi in misura minore sui redditi bassi. Il Patto per la Salute potrebbe inoltre prevedere la possibilità di un migliore accorpamento di prestazioni simili all’interno di una stessa ricetta, una misura che verrebbe incontro a una delle lamentele più frequenti dei cittadini, spesso costretti a pagare per ricette multiple per via di suddivisioni poco razionali.

L’obiettivo della riforma dei ticket sanitari è garantire le coperture previste e allo stesso tempo non incidere troppo sulle tasche dei cittadini, già gravate da fattori come crisi economica e nuova Tasi.