Cecil leone ucciso: caccia al dentista Walter James Palmer che lo ha freddato [FOTO]

È lui ad aver ucciso il popolare leone dello Zimbabwe, oggetto di uno studio dell’università di Oxford. Ora è aperta la caccia.

Il leone, Cecil, simbolo del Parco nazionale Hwange, ( Zimbabwe) famoso per la sua meravigliosa criniera nera, è stato assassinato nei pressi del Parco agli inizi di luglio: l’americano, Walter James Palmer, lo avrebbe attirato fuori dall’area protetta con un’esca.

Il dentista “braccato”.
Chissà cosa starà pensando il dentista Walter James Palmer, di Eden Prairie, nel Minnesota, ora che la caccia, ironia della sorte, la stanno dando a lui nel suo Paese e nello Zimbabwe. Il professionista statunitense fa parte del “Pope and Young Club” che organizza battute legali di caccia in tutto il mondo. E lui di battute ne ha fatte molte, fino a quella che lo ha reso noto alle cronache odierne, e che lo ha visto uccidere Cecil, il più popolare leone dello stato dello Zimbabwe. L’animale era oggetto di uno studio dell’università di Oxford. Un’uccisione che ha scatenato negli Usa la rabbia dell’associazione animalista “People for Ethical Treatmanent of Animals”.

La partenza per l’Africa. Ad onor del vero, Palmer era già noto alle cronache per aver ucciso nel 2006, al di fuori della zona di caccia, un orso nero in Wisconsin. Stavolta la sua passione per la caccia agli animali selvatici, con tanto di arco e frecce, lo ha fatto ripiombare nei guai. È partito alla volta del Paese africano a fine giugno scorso per dare la caccia ad un leone. Per questa nuova avventura si è rivolto a due persone del posto: Theo Bronkhorst della compagnia Bushman Safaris, e Honest Trymore Ndlovu, proprietario di un terreno vicino all’Hwange National Park.

La caccia e l’uccisione di Cecil. Il primo luglio scorso la caccia è iniziata: hanno legato la carcassa di un’animale alla loro auto e l’hanno utilizzata come esca per un felino presente nel parco e vicino alla postazione dove era posizionato il dentista. E qui la vicenda entra nella sua fase più cruenta, difficile da mandar giù: Cecil è uscito dai confini della riserva ed è entrato in un terreno privato, qui il dentista entra in gioco scoccando una sua freccia e ferendo l’animale. Il leone è scappato ma, dopo un inseguimento durato ben quaranta ore, non c’è l’ha fatta più e si è fermato. Qui, Palmer, ha compiuto il gesto che avrà soddisfatto senz’altro il suo smisurato e insensato ego, oltre che contribuito a uccidere senza motivo un’animale: gli ha sparato alla testa per poi scuoiarlo e tagliargli la testa per farne un trofeo di caccia. Il tutto per la modica cifra di 50mila dollari.leone_cecil-ksiB-U106062946092600D-700x395@LaStampa.it

Gli animalisti vogliono la testa di Palmer. Adesso è la testa di Palmer ad essere molto ricercata dagli animalisti che, in rivolta, chiedono che sia fatta giustizia per l’uccisione del leone. La carcassa dell’animale è stata scoperta dopo qualche giorno e si è scoperto che fosse Cecil, felino di tredici anni molto popolare nel parco di Hwange dello Zimbabwe, dove era monitorato con un apparecchio satellitare perché coinvolto in uno studio dell’università di Oxford.

proteste davanti allo studio in minnesota

 

Bronkhorst e Ndlovu rischiano fino a 15 anni di prigione mentre negli Usa ha preso piede una forte campagna contro il dentista, prima online e poi anche in televisione, con il conduttore dello show comico serale della “Abc”, Jimmy Kimmel, che lo ha apostrofato in tali termini: “Adesso – ha detto con la voce rotta dalla commozione – si impegni almeno a finanziare la protezione di questi animali, per cancellare la percezione che gli americani sono tutti così idioti”.

La reazione di Palmer. Ora vive barricato in casa ed ha affidato ad una compagnia di pubbliche relazioni di scrivere un comunicato di scuse per quanto accaduto. Ecco la sua versione, dove chiede scusa e, di fatto, si giustifica affermando che non sapeva nulla dell’importanza dell’animale: “All’inizio di luglio – ha detto attraverso un comunicato – sono andato nello Zimbabwe per partecipare a una battuta di caccia con l’arco. Ho assunto diverse guide professioniste, e loro hanno assicurato tutti i permessi. Per quanto ne sapevo io, questo viaggio era legale e gestito in maniera appropriata. Non avevo idea che il leone colpito fosse un animale conosciuto e popolare, avesse un collare, e fosse parte di uno studio, fino alla fine della caccia. Mi ero affidato alle guide locali per essere sicuro che tutto fosse legale. Non sono stato in contatto con le autorità dello Zimbabwe o quelle americane riguardo questa situazione, ma sono pronto ad assisterle con qualunque richiesta abbiano. Sono profondamente dispiaciuto per il fatto che la pratica di un’attività che amo, e faccio responsabilmente e legalmente, sia risultata nella morte di questo leone”.

Lo Zimbabwe ha chiesto l’estradizione di Palmer per processarlo mentre un parlamentare Usa sta verificando se abbia violato qualche legge americana.

(Fonte: www.lastampa.it)

(Immagine: mashable.com)