Nasa: cosa significa che c’è acqua su Marte?

Secondo l’astrofisico italiano Giovanni Bignami, più che una scoperta è una conferma di un’osservazione fatta già in passato. Aumentano le probabilità della presenza di forme di vita

Era il febbraio 2014 quando le strumentazioni montate sul Mars Reconnaissance Orbiter (la sonda della NASA in orbita intorno al pianeta da circa otto anni), avevano rilevato alcune strisce nere comparire su alcuni pendii quando le temperature di Marte aumentano. Quella presentata dalla Nasa in questi giorni è quindi una conferma della probabile esistenza di acqua sulla superfice del pianeta.

L’acqua c’è stata ma in passato. L’astrofisico dell’Accademia dei Lincei, Giovanni Bignami, spiega in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, quale sia la rilevanza di tale studio e se è stata davvero scoperta l’acqua su Marte: “In verità no, è stata osservata la sicura presenza di sali idrati, tracce di colate che ci dicono che deve essere scorsa dell’acqua liquida nella quale erano presenti sali. È importane sottolineare come l’acqua possa risalire solo al passato perchè su Marte, con un’atmosfera così sottile e a quelle temperature, non può esistere acqua liquida. Al massimo può esistere per pochi minuti dato che evapora poco dopo. Comunque si tratta di un’eccellente conferma di quanto già trovato in passato. Non so se definirla una grande scoperta”.

La novità dello studio è la scoperta dei sali idrati in superficie. Secondo Bignami la verà novità di questo studio è l’avere potuto osservare la presenza di sali idrati sulla superficie: “È stata fatta un’analisi dettagliata dei sali che sono una sorta di firma della presenza di acqua salata. In passato avevamo solo un’evidenza delle colate di questi sali, ora abbiamo una misura dettagliata”. Tale analisi si è potuta avere grazie al satellite americano Mars Reconnaissance Orbiter che gira intorno a Marte da circa otto anni. Il prossimo passo? Una vera novità potrebbe essere lo studio di eventuali campioni prelevati sulla superficie di Marte.

Questi studi confermano la presenza di vita. Per Bignami la presenza di acqua ne aumenta la possibilità: “Di sicuro l’osservazione di acqua salata ne aumenta la possibilità. Prendendo come esempio il deserto Atacama in Cile, simile a Marte per aridità, lì si trovano comunità di colonie di microbi alofili. Una forma analoga di vita elementare potrebbe esistere anche su Marte”. L’ipotesi però di inviare una missione umana sul pianeta al fine di trovare nuove risorse d’acqua è, per lo scienziato, da scartare: “No, dal mio punto di vista – afferma Bignami – non cambia nulla. Se l’obiettivo è quello di trovare nuove risorse d’acqua è meglio andarle a cercare nei crateri delle comete, dove è presente ghiaccio non salato e quindi utilizzabile”.

(Fonte: www.lastampa.it)

(Immagine: www.hdblog.it)