Bonus 80 euro: novità per il 2015 e possibili estensioni a Partite Iva

Il bonus 80 euro è diventato ormai realtà, nel 2015 arrivano novità per partite Iva e ritenute d’acconto

Appurato che il bonus di 80 euro in busta paga voluto dal governo Renzi è veramente arrivato c’è da capire ancora come funziona per tutte quelle categorie escluse da un beneficio tanto ambito quanto sminuito.

Il bonus Irpef per il momento riguarda solo i redditi che rispettano alcune regole. Il periodo di lavoro effettivamente svolto e il totale del reddito annuo che non deve oltrepassare il limite di 26mila euro. Detto questo, il bonus di 80 euro riguarda colf e badanti, cassaintegrati, tirocinanti e borsisti, lavoratori dipendenti e assimilati, sacerdoti, eredi di persone decedute nei primi mesi del 2014, i lavoratori socialmente utili e i soci di operative. Una gran fetta della popolazione certo, che tuttavia non copre lo spettro delle persone in difficoltà in questo Paese, o chi non rientra nelle categorie di lavoratori citate.

I grandi esclusi dal bonus Irpef di 80 euro ad esempio sono i cosiddetti incapienti, ovvero tutti quelli che guadagnano meno di 8mila euro l’anno (tanti). Antonio D’Alì, uno dei relatori del decreto legge ha rivelato che è in studio un possibile ampliamento del bonus 80 euro anche a Partita Iva e ritenute d’acconto, un popolo di invisibili che alimenta il tessuto produttivo italiano ma che è spesso esente da benefici e agevolazioni fiscali. Al momento però l’ipotesi è ancora in fase di studio, devono ancora essere trovate le coperture economiche e molto probabilmente slitterà tutto al 2015. In attesa del bonus 80 euro, partite Iva tirate la cinghia, continuate a fare quello che avete sempre fatto.