Cosa non mangiare: i piatti tipici vietati dall’Unione Europea

Guerra aperta di Coldiretti contro l’Unione Europea che costringe a dire addio ai nostri piatti tradizionali

In seguito ad alcune ricerche, una decisione presa dalla Commissione Europea avrebbe infatti sancito l’abolizione di diverse pietanze, tipiche della nostra tradizione culinaria.

Nessuna misura invece è stata adottata per bloccare l’importazione di animali clonati. Si dovrà quindi dire addio agli amati, e ormai introvabili, cannolicchi, alla pajata romana e al caro ossobuco, anche se la Coldiretti si oppone.

In una conferenza tenutasi al MICO, il centro congressi più grande d’Europa, a cui hanno partecipato circa 12 mila agricoltori provenienti da tutta Italia, si sono lungamente esaminate le “discutibili” normative ambientali approvate dall’Europa. Si ritiene, infatti, che la causa principale di quest’attentato alla cucina del Made in Italy sia da attribuire alle blande misure adottate dalle sovraintendenze del vecchio continente in merito all’importazione di carni e foraggi.

Sebbene la clonazione non venga utilizzata come strumento per incrementare la produzione alimentare all’interno degli Stati Europei, non è possibile dire lo stesso di molti altri Paesi. In Canada, Stati Uniti, Brasile e Argentina, ad esempio, questa pratica è ormai diventata di uso comune e in Europa, a detta dell’organizzazione agricola sopracitata, non esistono protezioni abbastanza efficaci da poter garantire un’importazione sicura al 100% di tali prodotti.

La questione, poi, risulta ancora più infervorata dal fatto che l’Unione Europea, al momento, sta conducendo delle importanti trattative con gli USA, volte a stabilire un accordo di libero scambio tra le due entità politiche. A questo punto l’interrogativo della Coldiretti e di tutti gli italiani sembra essere ancora più legittimo: se l’Europa stessa non promuove misure effettive ed efficienti al fine di salvaguardare il mercato alimentare dall’importazione di animali clonati, perché l’Italia e i suoi prodotti tipici dovrebbero essere messi sotto torchio?

Il tutto sembra avere origine dalle restrizioni imposte nel luglio 2001 per far fronte all’emergenza della famosa questione “mucca pazza“, e dai vincoli relativi alla raccolta dei molluschi che si trovano troppo vicini alla battigia; dunque, non sembra esserci nessun complotto all’orizzonte.

Ad ogni modo, mentre si attende che venga fatta luce sulla problematica, sarebbe opportuno prestare un po’ di cautela che, non si sa mai, potrebbe addirittura salvaguardarci da spiacevoli inconvenienti.

E comunque, ricordiamoci che, mentre in Europa circolano liberamente imitazioni low cost del Parmigiano reggiano e del Grana Padano, l’Italia si vede danneggiata da norme europee eccessivamente ‘livellatrici’.