CU 2015 al posto del CUD: cosa cambia con la nuova certificazione dei redditi

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la bozza del CU 2015 destinato a mandare in pensione il vecchio CUD

Il vecchio CUD si appresta a lasciare definitivamente il posto al CU 2015, ovvero il nuovo modello di Certificazione Unica riguardante i redditi. Insieme al vecchio modello, anche quello teso a certificare i compensi soggetti a ritenuta d’acconto, ovvero quelli degli autonomi o le provvigioni, andrà definitivamente in soffitta.

E’ stata l’Agenzia delle Entrate a pubblicare la bozza del CU 2015, che dovrebbe riversare benefici effetti soprattutto sui sostituti d’imposta, i quali non dovranno più districarsi tra vari modelli come avveniva in precedenza, sostituiti nel nuovo regime da un solo documento nel quale saranno elencate tutte le somme corrisposte con relative ritenute nel periodo d’imposta in questione, ovvero il 2014. Va anche ricordato che la Certificazione Unica riguardante il 2015 dovrà essere inoltrata all’Agenzia entro il sette marzo del nuovo anno.

Tra le principali novità introdotte dalla Certificazione Unica, va ricordato anche lo spazio riservato al Bonus fiscale, i famosi ottanta euro, introdotti dal governo guidato da Matteo Renzi a favore di alcune categorie di lavoratori a basso reddito, ovvero quelli sotto la soglia dei 26mila euro lordi complessivi annuali.

La compilazione del modello è stata per l’occasione estremamente semplificata, tanto da ridurre ad un solo frontespizio i dati richiesti ai sostituti d’imposta, ovvero i propri, quelli anagrafici dei dipendenti e dei familiari a carico degli stessi, con le detrazioni familiari collegate. Ogni familiare sarà a sua volta indicato dal codice fiscale, cui andranno ad aggiungersi la percentuale di detrazione e il periodo in cui la stessa sia stata eventualmente applicata.

Il CU 2015, peraltro, comprende anche l’incentivo riservato ai giovani che dopo aver svolto un periodo di lavoro all’estero abbiano deciso di tornare nel nostro paese, ai quali è stata riservata una riduzione della base imponibile che va dall’80 al 70%, a seconda che si tratti di donne o uomini.

Anche il beneficio fiscale per quei lavoratori privati i quali abbiano provveduto al versamento di somme a titolo di incremento della produttività, ovvero l’imposta del 10% che va a sostituire l’Irpef, rientra nel nuovo modello.

Naturalmente la speranza dell’esecutivo e della stessa Agenzia delle Entrate è che il nuovo regime possa facilitare in maniera più o meno rilevante il compito dei sostituti d’imposta e alleggerirli del carico di lavoro. Con ogni probabilità sarà però necessario un periodo di rodaggio in grado di consentire la piena padronanza del nuovo CU 2015 che è comunque da considerare un primo passo verso lo snellimento delle procedure burocratiche da tempo atteso in Italia, soprattutto dalle imprese.