Bonus 80 euro: dubbi sui beneficiari, i conti non tornano

Bonus 80 euro, per i tecnici del Parlamento i conti non tornano, i calcoli sono stati fatti sui redditi del 2011

L’ormai famoso bonus di 80 euro continua a far parlar di sé. A metterci bocca questa volta sono tecnici del parlamento, per loro i conti non tornano. Sì perché i conti per elargire il bonus irpef sono stati fatti sui redditi del 2011 e nel frattempo qualcosa può essere cambiato. Qualcuno, per intendersi, ha potuto perdere il lavoro, diventare incapiente o aver ottenuto un lavoro con una retribuzione diversa, inferiore o superiore ai 26mila euro. Per i tecnici in sostanza i dati utilizzati potrebbero avere effetti diversi da quelli stimati. Dal governo, per voce del viceministro all’economia Morando, fanno sapere che “Il decreto non si tocca. Gli 80 euro ci saranno anche sulle buste paga di giugno”. Il presidente della commissione Boccia ha affermato che “i nodi saranno sciolti in altri provvedimenti”. Sul provvedimento sarà posta la fiducia. Squeri di Fratelli d‘Italia ha ironizzato con “per i calcoli il governo usa il pallottoliere?”. I pentastellati invece attaccano duro: “Blindare il decreto è l’ennesima umiliazione del Parlamento”.

Fatto sta che il conteggio “retroattivo” sui redditi 2011 qualche problema per il bonus di 80 euro lo porta.

Non avendo a disposizione una platea definita non si può valutare correttamente quanto l’intervento verrà a costare a fine anno alle casse statali. Per il governo Renzi si tratta di 6,6 miliardi, un importo plausibile se confermato il taglio alle aziende del 10% di Irap.

I tecnici non risparmiano neanche la procedura per la Tasi, per loro “può recare effetti finanziari non quantificati”, mentre non sono state calcolate “le maggiori spese per interessi a carico dello Stato sulle quote corrisposte a titolo di anticipazione ai Comuni”.

[foto: expoitalyonline]