Renzi smentisce Poletti: “Nessun taglio alle pensioni”

Il primo ministro Renzi frena con un tweet le polemiche scatenate dalla proposta di Poletti di un taglio alle pensioni

In un tweet tra il serio e il faceto Matteo Renzi smentisce le ipotesi di un prelievo alle pensioni d’oro:  “I giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del Governo. Talmente segreti che non li conosce nemmeno il Governo #nonesiste #maddeche’”.

La proposta era arrivata dal ministro del lavoro Poletti e riguardava, nelle intenzioni, le pensioni definite d’oro: quelle che vanno dai 10mila euro mensili in su.

Voci sull’ipotesi raccontavano anche della possibilità di fare dei prelievi sulle pensioni che vanno dai 2mila euro in su, idea che aveva spaventato più di una persona, tanto da far dichiarare al sottosegretario Baretta “chi prende fino a 2mila euro non deve preoccuparsi”. Le reazioni e le critiche all’ipotesi del taglio e della rimodulazione delle pensioni dai 3500 euro in su sono arrivate da parte di Forza Italia, del Nuovo Centro Destra, e dei sindacati Cisl e Ugl. Qualche paura è indubbio, deve essere venuta anche ai pensionati presi di mira. Ma vediamo cosa diceva la proposta nello specifico. L’ipotesi era di chiedere un contributo di solidarietà pari al dieci per cento e un blocco della indicizzazione biennale a  tutti i pensionati che percepiscono un assegno superiore ai 3.500 euro al mese calcolato con il sistema retributivo.

La proposta di Poletti partiva dal presupposto che questi pensionati ricevono una pensione ben più alta di quella percepita da chi è andato in pensione dopo la riforma Dini del 1996, che ha eliminato in maniera progressiva questo tipo di trattamento pensionistico. Il sistema retributivo preso in oggetto permetteva di ottenere una pensione sulla base dell’ultima busta paga. Da buoni italiani si concedevano scatti di carriera a pochi giorni dall’uscita dal lavoro, usanza in voga all’epoca soprattutto negli uffici pubblici. Un bisogno di una riforma c’è, se non si vuole tagliare le pensioni come suggerito da Poletti, una rimodulazione più equa sembra necessaria.