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13 Dec

Equitalia attiva il box web per sospendere le ‘cartelle pazze’

Gianfranco Mingione
6 febbraio 2014
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Questa l’ho già pagata! Può succedere, ed è successo, che i cittadini si vedano recapitare una cosiddetta “cartella pazza”, ovvero una notifica di pagamento dall’ormai nota Equitalia, per un tributo già pagato o che non si deve pagare. Da oggi, sul sito www.gruppoequitalia.it, è disponibile il box “Sospendere la riscossione”, attraverso il quale inoltrare la richiesta di sospensione.

Come funziona? L’accesso al servizio non prevede una registrazione e si svolge attraverso un percorso guidato. Una volta entrati nel box dedicato bisogna inserire i propri dati personali e quelli dell’atto in un appositio modulo. È indipensabile avere a portata di mano, anzi di mouse, la documentazione necessaria con la quale si richiede la sospensione, come ad esempio: la ricevuta di pagamento, l’eventuale copia della sentenza, oltre ad una copia di un documento di riconoscimento valido. La domanda rimane memorizzata online.

Chi può richiedere la sospensione? Può essere richiesta dal contribuente che ha già pagato il tributo prima della formazione del ruolo, da chi ha ottenuto una sospensione dell’ente o del giudice o, ancora, da da chi può dimostrare qualsiasi altra causa prevista dalla normativa che rende inesigibile il credito. La domanda va inviata entro 90 giorni dalla notifica dell’atto per cui si chiede la sospensione.

Cartelle pazze addio? Cosi pare e così afferma Benedetto Mineo, amministratore delegato del gruppo: “Grazie a Equitalia il fenomeno delle cartelle pazze è ormai relegato al passato. In questi anni siamo riusciti a perfezionare i nostri sistemi informatici per evitare quelle situazioni “eccezionali” che sostanzialmente si sono verificate prima della nascita di Equitalia, in cui si riscontravano divergenze tra i dati forniti dagli enti creditori e quanto riportato nelle cartelle notificate ai contribuenti. Qualche problema però si può ancora verificare quando l’ente fornisce a Equitalia informazioni errate o parziali, o quando omette di comunicare eventuali cancellazioni del debito. Per evitare disagi abbiamo ampliato i nostri canali di assistenza intervenendo su questi disguidi non imputabili alla nostra attività e oggi è possibile risolvere la situazione anche dal computer di casa, senza dover andare allo sportello” (fonte: www.gruppoequitalia.it).

[foto: www.ilgiornale.it]

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