0 Shares 18 Views
00:00:00
12 Dec

Guida al calcolo della pensione contributiva

LaRedazione
25 gennaio 2014
18 Views
Guida al calcolo della pensione contributiva

La pensione contributiva adotta un calcolo che ha portato il sistema pensionistico italiano a diminuire la differenza tra i contributi effettivamente versati e quanto percepito dall’individuo una volta finito di lavorare.

Con la riforma del sistema previdenziale, messa in atto dall’allora Ministro Elsa Fornero ed inserita nel mese di dicembre 2011 nel cosiddetto decreto Salva Italia, sono stati fatti importanti passi avanti nella messa in riequilibrio dello stesso sistema. Infatti, in precedenza si era palesata una situazione del tutto insostenibile dovuta al fatto che i contributi versati dai lavoratori erano nettamente inferiori ai corrispondenti benefici economici a cui essi avevano diritto una volta andati in pensione.

La soluzione a tutto ciò è stata resa possibile grazie al passaggio da una pensione retributiva ad una pensione contributiva. Un passaggio più che logico, secondo il quale, l’importo mensile della pensione debba essere calcolato non più in base al livello di reddito che il lavoratore ha percepito negli ultimi anni della propria attività, bensì in base ai contributi che effettivamente sono stati versati nel corso degli anni.

A tal proposito, vediamo quali sono i parametri che vengono presi in considerazione per il calcolo della pensione contributiva e soprattutto come viene effettuato il calcolo. La riforma Fornero prevede che siano presi in considerazione tutti i contributi versati sia da parte dei lavoratori e sia dalla rispettiva società di appartenenza, nonché alla retribuzione percepita.

Le quote contributive vengono, inoltre, valutate annualmente per mezzo di opportuni coefficienti che tengono conto dell’età anagrafica del contribuente e della relativa aspettativa di vita. Infine, la pensione viene rivalutata in positivo oppure in negativo (bonus – malus) a seconda dell’anno in cui il lavoratore decide di accedere al sistema pensionistico. In pratica per ogni anno di lavoro, viene calcolato il relativo contributo mediante un’aliquota sul reddito percepito, pari al 33% per i lavoratori dipendenti che diventa del 20% nel caso di lavoratori autonomi.

Questa cifra annuale deve essere rivalutata in base al tasso di rivalutazione che viene reso noto periodicamente dall’Istat. Occorre, tuttavia tenere in considerazione come, sempre nell’ambito della riforma Fornero, non è stata prevista rivalutazione sia per l’anno 2012 e sia per l’anno 2013. Una volta valutato il totale del montante individuale (somma dei vari contributi calcolati con il metodo evidenziato in precedenza) esso deve essere moltiplicato per un coefficiente che come detto è stato fissato in base all’età anagrafica e che varia dal 4,304% dei 57 anni fino al 6,54% delle persone che hanno 70 anni di età.

I coefficienti possono essere visionati in maniera dettagliata sul sito nella sezione dedicata valida al calcolo della pensione contributiva.

Vi consigliamo anche