Jobs Act: novità per le donne

Cambiano le regole del mercato del lavoro per le donne. Vediamo come…

Jobs Act alla prova del voto. A leggere la cronaca politica degli ultimi giorni, sembra che il tanto discusso, e per molti discutibile Jobs Act voluto dal premier Matteo Renzi, stia per approdare al voto dell’Aula. Un voto che non dovrebbe prevedere neanche la fiducia, salvo sorprese dell’ultima ora. All’interno del provvedimento c’è una parte della delega dedicata alla “conciliazione delle esigenze di cura, di vita e lavoro” delle lavoratrici italiane, oltre al tema dell’occupazione femminile, che nel nostro Paese è ben dieci punti percentuali sotto la media europea.

Cosa cambia per le donne? Proprio ieri si è tenuto Modena il convegno “Jobs Act in progress”, a cui hanno partecipato Alessandra Servidori, Consigliera nazionale di parità, e il professore Giuseppe Pellacani, ordinario di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Giurisprudenza all’Università di Modena e Reggio Emilia, che così commenta la legge e la parte dedicata alle lavoratrici: “La parte del Jobs Act dedicata alla conciliazione è certamente importante da un punto di vista culturale: sulla base di statistiche così preoccupanti, si prefigge di dare un adeguato e universale sostegno alle lavoratrici madri, su cui in Italia grava la gran parte dei carichi familiari. E visto che il testo della legge, quando parla di conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro, fa riferimento alla generalità dei lavoratori, uomini e donne, questo offre un’ulteriore direzione all’insegna della parità, su cui tanto bisogna ancora lavorare”.

Il professore ricorda bene che di delega si tratta e, quindi, occorrerà poi intervenire prontamente con i decreti attuativi, i quali “potranno dirci se le buone intenzioni saranno tradotte in fatti concreti”. Il tutto si dovrà realizzare senza intervenire “senza nuovi e maggiori oneri”, ovvero ogni intervento non dovrà pesare sulle casse dello Stato. Un rischio grande che potrebbe far rimanere lettera morta quanto di buono c’è nella delega del Governo.

Ecco i punti salienti della delega dedicati alle donne e all’occupazione femminile:

–       la piena universalizzazione delle tutele, mirata a garantire a tutte le lavoratrici l’indennità di maternità, anche alle parasubordinate verso le quali i datori di lavoro non abbianmo versato i contributi;

–       la rimodulazione degli incentivi che punti sui servizi per l’impiego e un’analisi statistica delle probabilità di assunzione;

–       l’introduzione del tax credit, un credito d’imposta per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito individuale complessivo;

–       l’integrazione dell’offerta di servizi per l’infanzia, ovvero una maggiore sussidiarietà e integrazione tra pubblico e privato che possa valorizzare l’offerta territoriale dei servizi per l’infanzia (si pensi solo all’offerta dei posti negli asili nidi e alle differenze tra regione e regione).

(Fonte: www.iodonna.it)
(Foto: donneimprenditrici.net)