Jobs Act, Cgil: ‘Eliminare la riforma Fornero’

Per il segretario Cgil la creazione di posti di lavoro passa anche dall’eliminazione della Legge Fornero

Il Senato della Repubblica ha approvato da poco la fiducia sul testo del Jobs act del governo Renzi e le parti sociali già iniziano a farsi sentire. I sindacati in particolar modo rivendicato una mancata attenzione ai problemi legati al rilancio dell’occupazione. Nell’ambito di una buona riforma del lavoro per la Cgil di Susanna Camusso è necessaria la riduzione dell’età pensionabile e l’introduzione di nuove forme di pensione anticipata che consentano un cambio generazionale all’interno delle aziende favorendo così l’occupazione giovanile.

Il rilancio dell’economia però per la Camusso parte anche dalle pensioni “Sarebbe ora di intervenire sulle pensioni, che con le modifiche della riforma pensioni Fornero hanno creato nuova disoccupazione”. Forme di pensione anticipata e cambio generazionale sono i due temi principali su cui spinge il sindacato rosso. Il lavoro, e i lavoratori, devono essere considerati come risorsa primaria del Paese. “La Cgil – ha affermato il segretario generale della Cgil al Mattini di Napoli – chiede al Governo Renzi di mettere al centro il tema della creazione del lavoro e le forme per distribuirlo e gli investimenti e che elimini il precariato. A parte qualche titolo di cui vedremo lo svolgimento, nel Jobs Act mancano cose fondamentali – ha dichiarato Susanna Camusso – manca l’idea della cancellazione delle forme di precariato e, al contrario, c’è un’idea di riduzione delle tutele dello Statuto dei lavoratori”.

Per il sindacato, Renzi nell’immediato dovrebbe ridurre l’età pensionabile e l’introduzione di nuove forme di pensione anticipata, introdurre la salvaguardia definitiva per i lavoratori esodati, garantire il pensionamento degli insegnanti della cosiddetta Quota 96 scuola e definire l’eliminazione delle penalizzazioni sul prepensionamento dei lavoratori sottoposti a lavori usuranti e  a quelle dei lavoratori precoci.