Jobs Act, le nuove tipologie di contratto previste nella riforma

Jobs Act, ecco cosa prevede la riforma per le diverse tipologie di contratto di lavoro: le novità per neo-assunti e non solo

Addio al contratto di lavoro a progetto. Con la riforma del lavoro, o Jobs Act, nuove ed importanti novità riguardano questo ed altre tipologie di contratti fra aziende e lavoratori (seppure lascino varie possibilità di deroghe ai contratti nazionali a seconda delle aziende).
Una svolta col passato, riducendo i contratti a termine e agevolando le aziende che vogliono trasformare i vecchi contratti precari in formule a tempo indeterminato (e limitando al minimo le impugnazioni per dare priorità invece a rimborsi economici) .

Tra le rivoluzioni più importanti quelle che riguardano il contratto di collaborazione a progetto infatti, oltre al contratto di somministrazione, il lavoro a chiamata, l’apprendistato ed altri ancora.

Fra i punti salienti contenuti nella riforma, sono infatti le novità sulle (future ex) collaborazioni a progetto a tagliare col passato, soluzioni spesso anomale poiché instaurate fra lavoratore ed azienda anche con regime effettivo di subordinazione (ossia con obbligo implicito di rispettare particolari modalità, luoghi ed orari di lavoro). Si aprono dunque scenari nuovi e numerose eccezioni rispetto al passato che è bene conoscere.

Contratti di collaborazione

– Istituiti per tutte le modalità di lavoro non subordinato e dove vige la piena autonomia di lavoro.

– Si dovranno trasformare in contratti a tempo indeterminato tutti gli ex co.co.co e co.co.pro, tranne per specifici casi dove sussistono deroghe come ad esempio per:

a. collaborazioni basate su accordi collettivi nazionali stipulati dai sindacati per particolari esigenze produttive e organizzative di un settore specifico.
b. prestazioni per associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate a federazioni sportive nazionali (ossia per allenatori ed istruttori, principalmente) attività relative a figure presso organi di amministrazione e controllo delle società.
c. prestazioni da parte di professionisti iscritti ad albi.

– A chi assume degli ex-collaboratori modificando il contratto in lavoro a tempo indeterminato dal 2016 saranno sanati eventuali illeciti amministrativi, fiscali e contributivi, anche verso partite IVA (ed il lavoratore dovrà accettare ogni rinuncia su pretese relative al rapporto lavoro pregresso). Il lavoratore non potrà così essere licenziato – se non per giusta causa o giustificato motivo soggettivo – per almeno 12 mesi

– Dal 2017 non sarà possibile stipulare contratti di collaborazione nella pubblica amministrazione.

– Le norme attuali ed i contratti in essere valgono fino all’entrata in vigore del decreto (1° gennaio 2016).

– Non possono essere proposti i vecchi contratti di collaborazione già nei prossimi 6 mesi.

Contratto a tempo determinato: restano le norme in vigore attualmente visto che non sono state apportate modifiche sostanziali.

Contratto a tutele crescenti (a tempo indeterminato): una nuova formula che segue la crescita professionale del lavoratore (si applica ai neo-assunti, anche derivati dalla conversione di contratti a termine o di apprendistato) distinto da quello a tutela piena per tutti i rapporti di lavoro preesistenti a tempo indeterminato.

Contratto di somministrazione: si prevedono novità se la somministrazione è a tempo indeterminato (staff leasing) ampliando la sua applicazione, eliminando le causali e stabilendo un limite (10%) sulla percentuale all’utilizzo del totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda.

Contratto intermittente o a chiamata (Job on call): per prestazioni con una frequenza non predeterminabile, viene confermata anche l’attuale modalità tecnologica, sms, di tracciabilità dell’attivazione del contratto.

Apprendistato: forme contrattuali con durata non superiore a tre anni e minimo sei mesi, per i giovani iscritti al quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali. Restano le norme in vigore per agevolazioni e sanzioni.

Contratto di associazione in partecipazione: abrogato.
Contratto di lavoro ripartito (Job Sharing): abrogato.

[foto: dirittodicritica.com]