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25 Nov

Jobs Act, i nuovi contratti di lavoro: le novità

Gianfranco Mingione
4 febbraio 2015
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Cambiamenti in vista. Secondo le ultime indiscrezioni che trapelano dai tavoli tecnici in preparazione del consiglio dei ministri del 20 febbraio prossimo, saranno molteplici i cambiamenti che investiranno i contratti.

A quanto pare si punta verso il superamento graduale delle collaborazioni a progetto, la cancellazione delle associazioni in partecipazione e la cancellazione o la modifica del contratto a chiamata o intermittente.

Dovrebbero semplificarsi anche gli adempimenti formativi a carico delle aziende che scelgono  l’apprendistato, oltre ad un azzeramento dei costi e delle quote obbligatorie di stabilizzazione per il 1° e il 3° livello. Il 20 febbraio potrebbero esserci sul tavolo anche il Dlgs con la revisione degli incentivi e il provvedimento sulla conciliazione vita-lavoro mentre sembra che slitterà di qualche mese il provvedimento che dovrà riscrivere le politiche attive e il decollo dell’Agenzia nazionale.

Sacconi e Scelta Civica critici con il governo. Le divisioni all’interno della maggioranza governativa non mancano. Maurizio Sacconi, in rotta di collisione con l’Ncd e Alfano per il metodo scelto sull’elezione del Presidente, chiede un nuovo Statuto dei Lavoratori: “Il ministro Poletti deve esercitare la delega per la redazione di un testo unico riferito non solo alle tipologie contrattuali ma, come hanno poi voluto le Camere, anche al contenuto dei rapporti di lavoro. Una sorta di nuovo Statuto sostitutivo di quello prodotto nel 1970 con la sola eccezione della parte relativa alle relazioni industriali. Un eventuale irrigidimento ulteriore delle tipologie contrattuali, combinato con la flessibilità in uscita incerta e limitata del primo decreto, produrrebbe l’effetto negativo già sperimentato con la legge Fornero. Sarebbe inaccettabile, bruceremmo ancora posti di lavoro”.

Sullo stesso piano anche Pietro Ichino, di Scelta Civica: “Il codice semplificato del lavoro rappresenta il piatto forte del Jobs Act – spiega – ed è tecnicamente maturo per essere varato, l’impegno non solo è contenuto nella legge delega ma anche nella premessa del decreto Poletti approvato a maggio”.

La Cisl si augura che il governo intervenga sui contratti che in questi anno hanno penalizzato i giovani: “Speriamo che il Governo definisca, con alcune modifiche, i decreti sul contratto a tutele crescenti e l’Aspi, intervenendo seriamente sulle tipologie contrattuali che in questi anni hanno creato la vera precarietà del lavoro, soprattutto dei giovani”.

(Fonte: www.ilsole24ore.com)

(Immagine: informatitalia.blogspot.com)

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