Jobs Act e riforma del lavoro: ‘Oggi è il giorno atteso da anni’. Ecco cosa cambia

Arrivano oggi sul tavolo del consiglio dei ministri i decreti attuativi del Jobs Act. Il premier su twitter: “Il #JobsAct rottama i cococo vari"

È un giorno importante a sentire il premier Matteo Renzi e il governo che, oggi, si appresta a varare i decreti attuativi sulla riforma del lavoro (cosiddetto jobs act). Una riforma che, secondo Renzi, “rottama i cococo vari e scrosta le rendite di posizione dei soliti noti #lavoltabuona”.

La prima grande novità introdotta dal cosiddetto Jobs Act è l’ormai noto contratto a tutele crescenti, per il quale arriva così il via libera e che scatterà dal primo marzo prossimo. Il nuovo contratto prevede che per le nuove assunzioni a tempo indeterminato si limiti la possibilità del reintegro del lavoratore, prevedendo invece l’indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio. La possibilità di reintegro sarà possibile soltanto in caso di licenziamento discriminatorio o per licenziamento disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

Via co.co.pro e contratto in associazione in partecipazione. Poi c’è l’addio ai contratti citati dal premier, i co.co.pro, per i quali è prevista la loro eliminazione così come viene eliminato anche il contratto di associazione in partecipazione, molto utilizzato nel settore commerciale.

Arriva la Dis-coll e la Naspi. La nuova indennità di disoccupazione si chiamerà Dis-Coll e riguarderà i collaboratori che hanno almeno 3 mesi di versamenti dei contributi. La sua durata sarà pari alla metà dei mesi di versamento, per arrivare ad un massimo di sei mesi. Arriva poi anche la Naspi che scatterà da maggio e durerà più a lungo rispetto all’Aspi. Il sussidio sarà pari alla metà dei periodi contributivi degli ultimi 4 anni, in pratica potrà arrivare al massimo a 24 mesi.

Concorrenza. In arrivo anche un’altra stuolata di liberalizzazioni che puntano a minare il potere dei notai, come ad esempio la possibilità di non ricorrere a questi per le compravendite di piccoli immobili come i box auto. Più duro il confronto sulla liberalizzazione dei farmaci di categoria “c” e la riorganizzazione dei porti.

(Immagine: www.formiche.net)